Terrorismo islamico, perquisizione nel Lecchese: gli jihadisti fanno ancora paura

Un nordafricano che abita nel Calolziese avrebbe fatto parte della cerchia virtuale dell'attentatore di Bruxelles

Combattenti dell'Isis

Combattenti dell'Isis

Lecco, 20 febbraio 2024 – Il terrorismo islamico fa di nuovo paura in provincia di Lecco. Questa mattina all'alba, agenti della Digos e carabinieri del Ros hanno effettuato una perquisizione nella zona di Calolziocorte, a casa di un cittadino nordafricano. Secondo il procuratore distrettuale Giuseppe Amato e il pm Stefano Dambruoso della Direzione distrettuale ed Antiterrorismo della Procura di Bologna, avrebbe fatto parte della cerchia virtuale di Abdesalem Lassoued, il tunisino di 45 anni, che nel tardo pomeriggio del 16 ottobre 2023 aveva aperto il fuoco a Bruxelles, nel centro della capitale del Belgio, uccidendo due tifosi svedesi. L'estremista era stato poi ucciso mentre tentava la fuga.

Il blitz è scattato in diverse parti d'Italia, tra le province di Bologna, Brescia, Como, Fermo, Ferrara, Lecco appunto, Macerata, Teramo, Palermo, Perugia, Roma, Torino, Trento e Udine. Durante la retata sono state perquisite 18 persone in tutto. Risulta siano gli utenti di profili social con contenuti tipici degli ambienti dell’estremismo islamico e avrebbero avuto contatti con l'autore dell'attacco terroristico, che era stato in Italia tra il 2012 e il 2026.

Le mamme Isis

La provincia di Lecco è considerata un territorio ad alto rischio di terrorismo. Le prime indagini sulla presenza di estremisti islamici in Italia sono partite proprio da Lecco, già nel 1999 per la presenza tra i fondatori di un centro islamico in Brianza di un kosovaro ritenuto un reclutatore di estremisti.

E nel 2001 sono scattate sempre da Lecco le indagini che hanno portato a compiere una quarantina di perquisizioni nel Nord Italia per appartenenti ad una rete di propaganda di potenziali terroristi che divulgavano filmati di indottrinamento e di informazione su come diventare combattenti.

Dalla provincia di Lecco sono inoltre partiti diversi foreing fighter e sostenitori dei tagliagole del Califfato nero. Tra loro anche le “mamme Isis”: Valbona Berisha, albanese Barzago che nel dicembre 2017 ha abbandonato il marito e le due figlie piccole per raggiungere i miliziani dell'Isis, trascinando con sé nell'inferno della Siria il figlio che aveva appena 6 anni; Alice Brignoli, 38enne di Bulciago, che nel febbraio 2015 si è arruolata tra le fila dei tagliagole, insieme al marito e soprattutto ai tre bimbi piccoli che avevano 6, 4 e 2 anni.

Gli estremisti islamici in provincia di Lecco

Sempre nel 2014 un 19enne straniero naturalizzato italiano è stato fermato perché pronto a indossare la divisa degli jihadisti in Iraq insieme ad una quarantina di coetanei e giovani di Torino, Modena, Comiso, Mantova, Milano, Venezia, Bologna, Roma, Napoli e Biella. Poi c'è stato Moutaharrik Abderrahim, il pugile dell'Isis, marocchino campione di kickboxing di Valmadrera, arrestato nell'aprile 2016 insieme ad altri familiari, perché pronto a compiere attentati a Roma e in Vaticano.

E ancora: nel luglio 2017 un tunisino di 22 anni di Lomagna è finito in manette perché rientrato in Italia dopo essere stato espulso perché ritenuto pericoloso, poiché sosteneva sui social il fratello che combatteva accanto ai miliziani dell'Isis, fratello poi ucciso per la stessa mano dei suoi commilitoni. Nell'ottobre del 2017 è stato espulso anche Idriz Idrizovic, imam kosovaro che abitava a Olgiate Molgora, perché era un predicatore d'odio.