Spaccio d’alta quota. Quattro arresti in città

La Polizia smantella banda italo-albanese, agiva in Valsassina. Due ricercati. C’è chi ha svenduto la casa pur di pagare i debiti di droga con l’organizzazione.

Spaccio d’alta quota. Quattro arresti in città

La conferenza stampa in Questura a Lecco per l’operazione “Drug Valley“

Al bar, ma anche nei rifugi di montagna. E chi non aveva più i soldi per pagare la droga è stato costretto a vendere la casa, oppure a sposarsi per consentire a un cavallino della droga di ottenere il permesso di soggiorno. Le regole erano chiare: per chi non stava più al gioco scattavano minacce di morte, botte e, almeno in un’occasione, gli spari. A gestire il fiume di sostanze proibite in Valsassina, per un giro di affari di almeno un milione di euro in un anno, erano in cinque: due italiani e tre albanesi, tutti del posto, che hanno tra i trenta e i cinquant’anni. Quattro sono stati arrestati, uno è ricercato, come un sesto su cui pende un’ordinanza di obbligo di presentazione in commissariato. In manette è finito pure un adolescente, figlio di uno degli indagati: aiutava il papà a nascondere alcuni panetti di hashish. Sono tipi violenti, dal grilletto facile, pochi o nessuno tra i loro clientti ha collaborato con investigatori e inquirenti per il terrore di vendette.

Uno degli abituè ha dovuto svendere il proprio appartamento per 80mila euro per saldare i debiti di droga, versati poi, tramite un giro di false fatture per lavori di ristrutturazione inventati, su un conto lituano. Un’altra invece è stata obbligata a un matrimonio combinato fasullo. La retata è scattata l’altra mattina tra Barzio, Cassina Valsassina, Cremeno, Ballabio, Introbio e Lecco, al termine di una lunga indagine, durata da giugno 2022 fino alla scorsa estate, degli investigatori della Mobile di Lecco.

"Drug valley" è il nome in codice dell’operazione, cioè "Valle della droga", ovvero la Valsassina. "La vendita e il consumo di droga avveniva in alcuni bar, in alcuni casi nei rifugi – rivela il sostitto commissario Vincenzo Pasquale, comandante facente funzione della Mobile -. Dicevano “Ci facciamo una birretta?“, invece sniffavano o fumavano spinelli". "È un’operazione importante perchè riguarda la Valsassina, un territorio strategico anche per il turismo", commenta il questore di Lecco Ottavio Aragona. "È l’ennesima operazione antidroga in provincia, ma in un nuovo territorio rispetto ai soliti – aggiunge il procurato capo Ezio Domenico Basso -. Lo spaccio e il consumo di droga sono fenomeno molto radicati, che però riusciamo almeno ad arginare".