STEFANO ZANETTE
Cronaca

Scoppia un’altra rivolta Agente preso a calci e ferito con un bastone La rabbia dei sindacati

L’aggressione sabato sera. Giovedì sette poliziotti erano rimasti ustionati: alcuni detenuti avevano scagliato contro di loro dell’olio bollente. I sindacati: "Ciò che sta accadendo è gravissimo, lo Stato intervenga".

Scoppia un’altra rivolta  Agente preso a calci  e ferito con un bastone  La rabbia dei sindacati

Scoppia un’altra rivolta Agente preso a calci e ferito con un bastone La rabbia dei sindacati

di Stefano Zanette

VIGEVANO (Pavia)

Un altro agente di Polizia penitenziaria, in servizio nel carcere di Vigevano, è finito al pronto soccorso. Erano circa le 19.30 di sabato quando è stato aggredito da un detenuto, che lo ha colpito con una bastonata e pure con calci. Ha riportato una prognosi di 7 giorni, in particolare per una ferita lacerocontusa a una mano, oltre a contusioni al fianco.

Un episodio che arriva a distanza ravvicinata dalla rivolta incendiaria di giovedì notte, costata 7 feriti tra gli stessi agenti della Penitenziaria, che già aveva provocato una dura reazione delle rappresentanze sindacali, con richiesta di risposte diventate ancor più urgenti dopo l’ulteriore episodio. Con una lettera-denuncia del Coordinamento unitario regionale, firmata dalle 7 sigle dei sindacati di Polizia penitenziaria Sappe, Osapp, Sinappe, Uilpa, Uspp, FnsCisl e FpCgil, indirizzata a diversi interlocutori istituzionali, in primis al ministero della Giustizia, ma anche alla Prefettura di Pavia, insieme ai vari livelli dell’amministrazione penitenziaria, dal capo del Dipartimento a Roma al provveditore regionale della Lombardia a Milano. Con già nell’oggetto la dura presa di posizione: "Casa di reclusione di Vigevano: allarme sulla tenuta dell’ordine".

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Oltre a ribadire la precedente denuncia, inviata poco più d’un mese prima, il 12 giugno, rimasta inascoltata, lamentandone le mancate risposte, i sindacati riferiscono la situazione aggravata dagli ultimi recenti episodi e accusano di "assenza d’interesse, probabilmente, perché secondo gli autorevoli interlocutori dell’amministrazione, quello che accade a Vigevano non è ancora così grave da smuovere le coscienze (cosa aspettiamo l’irreparabile?)". Senza usare giri di parole: "Vigevano è da resettare e riorganizzare totalmente - scrivono i sindacati della polizia penitenziaria - sia da un punto di vista organizzativo che strutturale".