I carabinieri il giorno della rapina all’Empire di Cernusco Lombardone
I carabinieri il giorno della rapina all’Empire di Cernusco Lombardone

Casatenovo, 22 novembre 2019 - Sette anni e cinque mesi è la pena inflitta dai giudici del tribunale di Lecco a Giovanni Cianci, 65 anni, di Cerignola, in provincia di Foggia, con precedenti specifici e già in carcere per episodi analoghi nel Milanese e in Puglia, per aver assaltato e rapinato il locale “Empire” di Cernusco Lombardone. Secondo l’accusa Giovanni Cianci il 23 agosto 2013 partecipò con un complice all’assalto.

Volti coperti da passamontagna, mani da guanti neri e pistola in pugno, seminarono terrore: imbavagliarono il gestore della sala slot, Giacomo Borgese, e un cliente - Diego Dino Germanà - che si trovava all’interno. Dopo averli immobilizzati sotto la minaccia della pistola, si fecero indicare dove trovare l’incasso. Senza opporre resistenza, spaventato dalla situazione e soprattutto della minaccia dell’arma puntata contro di lui, Borghese aprì la cassaforte: all’interno 19mila euro. L’indagine dei carabinieri di Merate portò all’individuazione dei due, grazie anche a telecamere e alcuni testimoni. Giovanni Cianci era accusato di rapina aggravata e detenzione di arma da fuoco.

Una delle prove a suio carico è stata proprio un guanto con le sue impronte, ma nella memoria difensiva l’imputato - attraverso il suo legale l’avvocato Filippo Bignardi - ha fatto sapere che che «quei guanti non erano miei». Nell’udienza di ieri sono stati sentiti alcuni testimoni, tra cui i due malcapitati, Borgese e Germanà, che hanno confermato che l’imputato fosse giunto il 23 agosto 2013 nella sala slot indossando dei guanti. Dalle analisi effettuate dal Ris di Parma è stato accertato che le impronte sui guanti corrispondevano a quelle di Giovanni Cianci.

Il legale di Giovanni Cianci, l’avvocato Filippo Bignardi, già in sede di udienza preliminare aveva sostenuto l’innocenza del 65enne. Inoltre l’imputato ha inviato una lettera al suo difensore e al giudice in cui spiegava i motivi della scelta di rifiutare riti alternativi sostenendo di «non aver commesso la rapina di Cernusco Lombardone» e si difendeva dicendo: «Non sono ma stato in quel locale». Di tutt’altro parere il sostituto procuratore Andrea Figoni che ha chiesto la condanna 7 anni e mezzo. Il legale, l’avvocato Filippo Bignardi, ha chiesto invece l’assoluzione per insufficienza di prove. Il collegio giudicante, presieduto dal giudice Enrico Manzi, a latere Nora Lisa Passoni e Martina Beggio, ha invece confermato la richiesta dell’accusa e condannato Giovanni Cianci a 7 anni e cinque mesi.