Una protesta
Una protesta

Premana (Lecco), 1 settembre 2017 - Pochi giorni fa Legambiente ha citato Premana nel report nazionale sull’idroelettrico come esempio di ipersfruttamento dei corsi d’acqua, questo dopo che per anni ambientalisti, pescatori e alpigiani hanno lanciato preoccupati allarmi, e dopo che l’ultima amministrazione comunale è andata in crisi proprio sulla gestione delle concessioni alla captazione.

Ora la nuova amministrazione comunale guidata dal sindaco Elide Codega prende posizione: «Che l’ecosistema sia deturpato non è proprio vero, non mi sembra che il torrente abbia avuto particolari modifiche e le centrali, di cui una c’è da cinquant’anni, stanno rispettando il minimo deflusso stabilito dalla legge». La Codega però tiene anche a precisare che quella del Comune non è una posizione a favore delle centrali e sottolinea: «Se dovessero chiedere a me, direi che non se ne devono più fare, ma il Comune non ha una effettiva voce in capitolo, è la Provincia che autorizza. Non metterò a rischio il bilancio del Comune per fare una causa che difficilmente potremmo vincere».

Codega parla delle norme e spiega che «se ci sono eventi atmosferici come siccità le centrali non possono captare, il fiume se asciuga è perché non piove non perché le centrali captano l’acqua. Se Arpa stabilisce che il deflusso è quello giusto e viene misurata ogni 15 minuti la captazione effettiva, allora non capisco il perché di queste critiche che mettono in cattiva luce il paese. Io questo disastro ambientale non lo vedo». Il dibattito a Premana resta comunque acceso e il primo cittadino ribadisce il suo punto di vista: «La nostra posizione è quella che abbiamo sostenuto in campagna elettorale. A me non fa piacere che sull’alpeggio Rasga riducano l’acqua, ma come sindaco di Premana non posso oppormi perché la normativa non mi dà strumenti per farlo, fossi anche contraria come sindaco non mi posso permettere di bloccarlo, la normativa favorisce queste centrali, io non posso mettere in crisi il Comune andando contro queste società che hanno la normativa dalla loro parte».

La questione è amministrativa più che politica per Codega: «La Giunta precedente non ha preso la posizione di dire che puoi essere contrario ma non devi esporre a ripercussioni il Comune. Quando il Comune non prendeva le decisioni d’ufficio il privato ha mandato una diffida e così metti in crisi l’ente e il bilancio. Io questo non lo faccio».