Annone Brianza (Lecco), 4 maggio 2018 - I due monconi di strada si affacciano ancora sulle carreggiate della Superstrada Milano-Lecco, ma presto questo strappo sarà ricucito. Auto e camion sfrecciano veloci. Chi li guida, in gran parte, è ignaro di quello che accadde il 28 ottobre del 2016, quando un tir stracarico d’acciaio cadde sulla Ss36 con l’intero ponte pericolante che stava percorrendo. Un morto, Claudio Bertini, schiacciato dentro la sua Audi bianca, e diversi feriti. Attesa lunga, qualche polemica, e ieri finalmente il via. I primi operai hanno preso possesso del cantiere. La ricostruzione del ponte è iniziata. Ieri mattina i tecnici della Coest di Moliterno, in provincia di Potenza, che si sono aggiudicati la commessa, hanno cominciato a lavorare. Ancora pochi giorni di attesa e il 14 maggio partirà l’edificazione. L’ultimatum per terminare l’opera scadrà il 3 marzo 2019, ma il sindaco di Annone Patrizio Sidoti confida si possano accorciare i tempi.

«Al momento tutto procede secondo programma, speriamo anzi si riesca a recuperare qualche settimana per un’opera strategica per il nostro territorio – dice –. Venti mesi per la progettazione, la gara d’appalto e l’assegnazione dell’incarico sembrano molti, ma con la burocrazia italiana è stato compiuto un piccolo miracolo». Il nuovo ponte, secondo le specifiche dettate dai funzionari di Anas, sarà a campata unica di 44 metri e realizzato in una particolare lega metallica anticorrosione. Sarà in grado di reggere il passaggio in contemporanea di due tir da 108 tonnellate di stazza e sarà più alto di quello precedente per evitare che qualche camionista possa colpire l’arcata. Inoltre sarà dotato di una pista ciclopedonale. Il tutto per un costo di 1.600.000 euro, quasi mezzo milione in meno di quanto preventivato. La struttura porterà il nome di Claudio Bertini, il 68enne di Civate, la vittima di una tragedia annunciata e forse evitabile. «Quello che è successo ad Annone non deve più ripetersi, né qui né altrove – spiega il sindaco –. Per questo abbiamo deciso di intitolare il nuovo ponte a chi lì sotto è morto, sia per onorarne la memoria, sia come monito».