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13 feb 2022

Poca acqua nell’Adda Il traghetto si ferma

Livello del fiume basso. La siccità ha bloccato. l’imbarcazione attribuita. a Leonardo da Vinci

13 feb 2022
L’imbarcadero di Imbersago da cui parte il collegamento verso Villa d’Adda Il servizio è sospeso perché la corrente dell’acqua non è sufficiente per il traino
L’imbarcadero di Imbersago da cui parte il collegamento verso Villa d’Adda Il servizio è sospeso perché la corrente dell’acqua non è sufficiente per il traino
L’imbarcadero di Imbersago da cui parte il collegamento verso Villa d’Adda Il servizio è sospeso perché la corrente dell’acqua non è sufficiente per il traino
L’imbarcadero di Imbersago da cui parte il collegamento verso Villa d’Adda Il servizio è sospeso perché la corrente dell’acqua non è sufficiente per il traino
L’imbarcadero di Imbersago da cui parte il collegamento verso Villa d’Adda Il servizio è sospeso perché la corrente dell’acqua non è sufficiente per il traino
L’imbarcadero di Imbersago da cui parte il collegamento verso Villa d’Adda Il servizio è sospeso perché la corrente dell’acqua non è sufficiente per il traino

Neppure Leonardo da Vinci può nulla contro la siccità. Il “suo“ traghetto è fermo, attraccato all’imbarcadero di Imbersago. Il livello dell’Adda è troppo basso e la corrente troppo debole: rischierebbe di incagliarsi sul fondale, di strappare il cavo a cui è ancorato o di fermarsi in mezzo al fiume. Il traghetto, che la tradizione popolare vuole sia stato inventato e progettato dal Genio rinascimentale, che in realtà lo avrebbe solo disegnato e forse in parte migliorato, funziona infatti senza alcun motore ed effettua la spola tra la sponda lecchese di Imbersago e quella bergamasca di Villa d’Adda, che distano un’ottantina di metri, unicamente trainato dalla forza della corrente dell’acqua tramite una fune tesa tra le due rive, a cui è agganciato con una carrucola. "Il servizio è sospeso causa corrente del fiume non sufficiente", avverte un cartello affisso in biglietteria. A causa della penuria d’acqua per l’assenza di neve e pioggia e del lago di Como che si sta svuotando, i gestori del Consorzio dell’Adda della diga di Olginate hanno chiuso le paratie dello sbarramento artificiale costruito nel 1940. "Abbiamo chiuso la diga da mesi – conferma Luigi Bertoli –. Se non ci fosse, il livello del lago e dell’Adda sarebbe ancora più basso". Nonostante vengano fatti uscire dal lago poco più di 60 metri cubi d’acqua al secondo, il minimo per non prosciugare il fiume e provocare danni irreparabili all’ecosistema, l’afflusso di acqua che entra nel Lario resta inferiore. "Solo a fine gennaio c’è stato un afflusso maggiore, che ha permesso di riempire in parte il lago, perché sono state aperte le dighe a monte per alimentare le centrali idroelettriche", spiega il direttore del Consorzio dell’Adda. La gestione della diga è complessa, non è semplice ottemperare alle esigenze di chi produce energia, di operatori turistici, pescatori, agricoltori e residenti. Daniele De Salvo ...

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