Lecco, le dimissioni dei medici superano le uscite per pensionamenti: cosa sta succedendo

Nel 2023 hanno lasciato l’Asst lecchese 311 dipendenti: 67 medici e 244 tra infermieri, oss, tecnici, amministrativi, sanitari e assistenti sociali, quasi un esodo di massa

Medici davanti all'ospedale Manzoni

Medici davanti all'ospedale Manzoni

Fuga, non dall’inferno come il film cult del 2013 diretto da Mikael Haqfstrom con Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger, ma dalle corsie, dagli ambulatori e dagli uffici della sanità pubblica lecchese.

L’anno infatti scorso hanno lasciato l’Asst di Lecco 311 dipendenti: 67 medici e 244 tra infermieri, oss, tecnici, amministrativi, sanitari vari e assistenti sociali. Sono tanti: il 10%, quasi un esodo di massa. La maggior parte non ha appeso il camice o la divisa al chiodo per aver tagliato il traguardo del pensionamento, ma si è dimessa in tronco, oppure ha chiesto la mobilità per migrare in posti ritenuti migliori.

Sui 118 infermieri che si sono dimessi nel 2023 ad esempio solo 34 sono andati in pensione, 75 hanno consegnato la lettera di dimissioni e 9 hanno chiesto e ottenuto la mobilità. Poi ci sono 40 oss: 8 in pensione, 29 si sono dimessi e 3 hanno beneficiato della mobilità.Stessa situazione per i 30 amministrativi: 11 in pensione, 14 hanno rassegnato le dimissioni, 3 in mobilità e 2 hanno ottenuto la certificazione di inabilità assoluta. Idem per i 26 tecnici non sanitari che hanno lasciato l’Asst lecchese: solo 11 sono andati in pensione.

Tra i 15 tecnici sanitari invece proprio nessuno è andato in pensione, si sono tutti o dimessi o hanno richiesto la mobilità. A conti fatti, su 244 dipendenti del cosiddetto comparto, cioè non medici, i pensionati sono stati 74, mentre in 137 si sono dimessi. Tra i camici bianchi non è andata diversamente, tra anestesisti, oculisti, ortopedici, pediatri, ginecologi, primari e primari facenti funzioni compresi, che hanno restituito il cartellino.

"La lotta per il reclutamento e l’incremento del personale è stata una delle più defatiganti del mandato", ha dovuto ammettere pure l’ex direttore generale Paolo Favini, ritenuto tra i responsabili della debacle. Molti concorsi per reclutare i sostituti tra l’altro sono andati deserti e tanti rimpiazzi hanno resistito poco. Per questo una delle sfide principali per il nuovo direttore generale Marco Trivelli è proprio quella di rendere l’Asst di Lecco nuovamente appetibile per i professionisti della sanità, bloccando per cominciare l’emorragia di medici e operatori sanitari.