Nuova Lecco-Bergamo. Sacrificati nove edifici. Battaglia sugli espropri

Calolziocorte, proposti 13 milioni di euro a chi abita gli immobili da abbattere. Il sindaco ne chiede 17. E al Consiglio ribadisce: manca un progetto sul tracciato.

Nuova Lecco-Bergamo. Sacrificati nove edifici. Battaglia sugli espropri

Il Consiglio comunale dedicato all’opera richiesto dalla minoranza Poche risposte in assenza di un progetto

La nuova Lecco-Bergamo asfalterà almeno nove edifici, forse di più. Per fare spazio al tracciato della variante della Statale 639 del futuro, a Calolziocorte bisognerà infatti abbattere almeno nove immobili. La metà sono attualmente dismessi, alcuni fatiscenti. Gli altri invece no: lì c’è chi ci abita o ci lavora. Per indennizzare proprietari e inquilini sono stati stanziati 13 milioni che, tuttavia, con l’inflazione, l’aumento del costo del mattone e il tempo che trascorrerà probabilmente non basteranno. Per questo il sindaco Marco Ghezzi ha già chiesto di aumentare il budget per i risarcimenti almeno del 30% e di arrivare a 17 milioni. Quando cominceranno i lavori per ultimare l’eterna incompiuta non si sa.

Per il completamento della nuova Lecco-Bergamo, impantanata da anni all’imbocco del tunnel tutto da scavare alle porte di Lecco, al momento c’è infatti solo un progetto di massima che prevede un investimento di 230 milioni per 2 chilometri e mezzo di percorso in galleria, per un conto di 92mila euro al metro. "Al momento abbiamo in mano uno studio di fattibilità tecnico-economica preliminare, non un progetto definitivo", conferma il primo cittadino, che l’altra sera, suo malgrado, su richiesta dei consiglieri di minoranza ha dovuto convocare una seduta di Consiglio comunale apposito. Per le tavole definitive e per condividere certezze bisognerà aspettare almeno un anno. Poi, tra bando, assegnazione dell’appalto, cantierizzazione e lavori ci vorrà un ulteriore lustro per il taglio del nastro inaugurale di un opera originariamente progettata nel 2004, se non prima. La nuova Lecco-Bergamo non sarà quindi pronta prima del 2030, nonostante sia una infrastruttura olimpica di valenza nazionale, finanziata con i fondi dei Giochi a cinque cerchi invernali di Milano-Cortina 2026, perché consentirebbe un collegamento più rapido tra l’aeroporto di Orio al Serio, Lecco e quindi la Valtellina.