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20 gen 2022

Lecco, morto dopo il volo in auto per 200 metri in un burrone della Ballabio-Morterone

Raffaele Cirone, 56 anni, era scomparso lo scorso 3 gennaio da Angera. Dopo due settimane lo hanno ritrovato senza vita tra le lamiere dell’utilitaria

20 gen 2022
daniele de salvo
Cronaca
Dopo due settimane di ricerche è stato ritrovato il corpo di Raffaele Cirone
Dopo due settimane di ricerche è stato ritrovato il corpo di Raffaele Cirone
Dopo due settimane di ricerche è stato ritrovato il corpo di Raffaele Cirone
Dopo due settimane di ricerche è stato ritrovato il corpo di Raffaele Cirone
Dopo due settimane di ricerche è stato ritrovato il corpo di Raffaele Cirone
Dopo due settimane di ricerche è stato ritrovato il corpo di Raffaele Cirone

di Daniele De Salvo Si sono concluse nel peggiore dei modi le ricerche di Raffaele Cirone, 56enne di Angera che mancava all’appello da due settimane. Ieri è stato trovato morto in fondo ad una scarpata di 200 metri lungo i tornanti della provinciale che si arrampica da Ballabio a Morterone, il paese più piccolo d’Italia, in cui è precipitato al volante della sua Nissan Juke. A individuare l’auto sono stati i familiari: sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i vigili del fuoco del comando provinciale di Lecco che si sono calati nel baratro e nella macchina hanno rinvenuto il corpo privo di vita di Lello, come lo chiamavano tutti. Del varesotto di 56 anni si erano perse le tracce a inizio anno: un’ultima telefonata con il fratello Antonio il pomeriggio di lunedì 3 gennaio, poi solo il silenzio, anche del cellulare che non squillava più. La sera dopo, sempre più preoccupati, i parenti avevano presentato formale denuncia di scomparsa. A questo punto si è messa in moto la macchina delle ricerche, proseguita per giorni mobilitando decine di volontari oltre agli uomini del Soccorso Alpino e dei vigili del fuoco. Lo hanno cercato ininterrottamente ovunque, allargando sempre di più il cerchio, prima nella zona del Basso Verbano e d’intorni dove abitava, successivamente sulle montagne della zona, poi anche in quelle del vicino Piemonte, infine sui monti del Lecchese, verso il paesino alle pendici del Resegone dove a ogni tanto andava a camminare o a compiere qualche escursione in bicicletta. E proprio in un burrone a ridosso della strada tutta tornanti che sale fin lassù nel primo pomeriggio di mercoledì, dopo 16 interminabili e drammatici giorni di ricerche frenetiche e di speranza sempre più debole di riuscire a rintracciarlo ancora sano e salvo, i familiari sono riusciti a scorgere ...

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