La protesta degli agricoltori . I trattori spengono i motori. Coldiretti si rivolge a Giorgetti

Sondrio, il presidente dell’associazione di categoria ha chiesto al ministro certezze "In Valtellina facciamo qualità. Vogliamo lavorare nei campi e non compilare carte" .

La protesta degli agricoltori . I trattori spengono i motori. Coldiretti si rivolge a Giorgetti

La protesta degli agricoltori . I trattori spengono i motori. Coldiretti si rivolge a Giorgetti

Giornata di chiusura della civile protesta degli agricoltori valtellinesi e valchiavennaschi. Si scioglierà infatti oggi, al termine delle ultime manifestazioni, il presidio degli agricoltori della provincia di Sondrio, supportati anche da quelli dell’Alto Lario, tenutasi in questi giorni al Trivio di Fuentes nel comune di Piantedo.

Senza intralciare il traffico ma rimanendo a bordo strada, decisi a far valere le loro ragioni, gli agricoltori valtellinesi hanno espresso il loro parere altamente negativo contro le politiche di Bruxelles.

Ieri mattina da Delebio è partito un corteo di mezzi agricoli, in direzione Sondrio, che si è poi fermato nel piazzale antistante il Ristorante La Brace di Forcola dopo aver attraversato Delebio, Cosio Valtellino e Morbegno. Scortato dalla guardia di Finanza, il corteo è stato aperto da un trattore con la scritta "presidio agricolo Valtellina e Altolario… presenti!". E oggi, a meno di clamorosi dietrofront, ci sarà il sciogliete le righe di una manifestazione che, la prossima settimana, potrebbe spostarsi fino a Roma. Nel corso della visita a Sondrio del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, anche Sandro Bambini, presidente della Coldiretti (associazione non presente o non direttamente coinvolta nel presidio del Trivio di Fuentes), volgendo uno sguardo all’importanza del settore in chiave Olimpiadi ha fatto presente una serie di problemi. "L’agricoltura - ha detto - sia con i propri agriturismi, sia con le proprie imprese, sarà un assist fondamentale nell’attività di accoglienza turistica in vista delle prossime Olimpiadi invernali". Da qui un preciso excursus sulla strategicità dell’agricoltura nella valle, sui principali nodi che il settore sta attraversando ma anche sul valore strategico dei giovani imprenditori agricoli, "oggi autentici capitani d’impresa, sempre più con una laurea in tasca e idee di profonda innovazione". Un’agricoltura protagonista, quindi, ma che "necessita di risposte, in primis da parte dell’Europa: abbiamo bisogno di certezze, che il futuro della Pac deve riconoscerci. Siamo prima di ogni altra cosa produttori di cibo, portatori di caratteristiche di qualità e tradizione che, in questi anni, ci hanno distinto in Valtellina come nel resto del nostro Paese. Chiediamo tutela contro i cosiddetti "cibi" che non sono prodotti a partire dalla terra. Dobbiamo dare prospettive ai giovani, lasciando da parte quegli aggravi burocratici che troppo spesso frenano lo sviluppo delle imprese per dar corso a una vera sburocratizzazione che permetta agli agricoltori di stare più in campo a fare il loro vero mestiere e meno dietro a una scrivania a compilare fogli di carta".