Soccorritori all’opera
Soccorritori all’opera

Verderio (Lecco), 1 dicembre 2020 - «In ospedale non ci voglio andare, non voglio ammalarmi di Covid e crepare solo come una cane". A chiedere di non essere ricoverato è stata l’altro giorno un 71enne di Verderio colpito da infarto, che ha chiesto espressamente ai soccorritori di lasciarlo a casa a costo di morire piuttosto che di trasferirlo in ospedale. I familiari e i sanitari del 118 hanno impiegato parecchio a convincerlo che invece sarebbe stato meglio trasportarlo e anche in fretta in ospedale prima che fosse stato troppo tardi per lui, assicurandogli che sarebbe stato collocato in un reparto assolutamente sicuro senza possibilità di essere contagiato. Alla fine il 71enne ha ceduto ed è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Alessandro Manzoni di Lecco dove si trova tutt’ora vivo e vegeto. "Il paziente lamentava un forte dolore toracico e aveva una frequenza cardiaca molto bassa, tutti sintomi di un possibile problema cardiaco in corso – spiegano i soccorritori del 118 che lo hanno assistito -. Nonostante la situazione fosse potenzialmente molto grave lui non voleva assolutamente essere portato in ospedale.

Aveva paura di "infettarsi" ci ha spiegato e soprattutto di "crepare solo come un cane" ci ha detto, senza che i familiari magari potessero più vederlo o salutarlo almeno per l’ultima volta". Non è stato facile convincerlo del contrario e che non avrebbe avuto nulla di cui temere, se non del malore in atto che lo avrebbe certamente ucciso nel giro di breve tempo se non si fosse convinto a farsi portare in ospedale. Dopo una discussione di interminabili minuti, con il rischio tra l’altro di farlo agitare e di peggiorare ulteriormente la sua condizioni già precaria i parenti e i soccorritori sono comunque riusciti ad indurlo ad ascoltarli. Non sarebbe nemmeno il primo caso del genere: in molti per paura di ammalarsi di Covid evitano di andare in Pronto soccorso se non strettamente indispensabile o quando proprio non possono altrimenti, peggiorando a volte il proprio quadro clinico. In diversi disertano pure le visite o gli esami specialistici prenotati, tra l’altro senza nemmeno avvisare. Oltre a non consentire ai medici di organizzarsi e agli altri pazienti in lista di attesa di anticipare magari gli appuntamenti, questa paura degli ospedali potrebbe comportare conseguenze devastanti sulla prevenzione.