L’arrivo a Lecco di Andrea Oriana
L’arrivo a Lecco di Andrea Oriana

Lecco, 19 luglio 2020 - "Sono molto contento ma se mi avessero detto che ci dovevo impiegare quasi diciotto (ben cinque quelle preventivate alla vigilia, ndr ) ore non so come avrei reagito. Però ce l’ho fatta, non so come ma sono arrivato. Dura? Sì, soprattutto tra Menaggio e Bellagio: ci abbiamo messo più di due ore per fare tre chilometri, eravamo quasi fermi". Alla fine però dopo quasi 43 chilometri nuotati per metà in piena notte e per l’altra metà contro una Breva ostinata e contraria, Andrea Oriana ce l’ha fatta ad arrivare da Colico a Lecco, esausto con i muscoli intirizziti dal freddo ma felice di aver messo a segno un’altra impresa in vista del tentativo di attraversare la Manica in programma alla fine di agosto. "Questo risultato mi dà un’ulteriore carica, sono pronto", spiega Andrea mentre sul lungolago di Lecco è un tripudio di abbracci e occhi umidi. Sono tanti quelli arrivati nella zona del monumento dei Caduti man forte al 47enne lecchese. A cominciare dalla figlia Camilla, in costume giusto per restare in tema e dalla compagna Simona, che non ha resistito è si è tuffata in acqua andandogli incontro per alcune centinaia di metri. A dar man forte anche due amici d’eccezione, Leo Callone e Antonio Rossi, che nell’ultimo chilometro nel golfo di Lecco l’hanno affiancato: il primo a nuoto e il secondo a bordo di un Sup.

"Mi ha fatto tornare indietro di quarant’anni. Queste cose le ho fatte anch’io ma quando ci sei dentro ti rendi poco conto mentre ora ho visto quanto sia stato massacrante". Il Caimano del lago, che tra poco compirà 75 anni, Andrea l’ha sostenuto e consigliato insieme al suo staff e ad agosto lo accompagnerà forse al terzo tentativo alla Manica a lui riuscito nel 1981. Anche Antonio Servedio, “colonna“ della vicina Canottieri di cui Andrea è socio onorario in qualità di ex primatista italiano delfino non ha voluto perdersi l’arrivo a bordo della sua canoa. Con loro anche l’assessore Corrado Valsecchi, che ha omaggiato il nuotatore con il libro su Pietro Vassena. Storie di uomini forte ma anche storie di amicizia che lo sport cementa oltre a temprare fisico e testa. "Senza quella non arrivi da nessuna parte: nello sport come nella vita", spiega Andrea che ha dovuto affrontare condizioni ambientali totalmente a sfavore. "Una breva costante sui sei-sette nodi è cosa assai rara al mattino, dove invece prevale il Tivano che al contrario lo avrebbe avvantaggiato - ci spiega il comandante Gianfranco Montini sulla pilotina della Guardia Costiera volontaria che ha seguito Oriana sin dalla prime bracciate dopo il tuffo delle 21.35 di venerdì sera, nelle acque antistanti Colico dove Andrea era arrivato per il primo tentativo - in senzo contrario - dello scorso giugno.