Reinhold Messner sulla cima della Grigna meridonale
Reinhold Messner sulla cima della Grigna meridonale

Lecco, 1 settembre 2019 - Il re degli ottomila abbraccia le Grigne di Cassin. Una presenza che non è passata inosservata quella di Reinhold Messner che, nei giorni scorsi, si è seduto a riposare su un masso della vetta della Grigna meridionale a 2.184 metri, per godersi il panorama del lago e la Pianura Padana che scende fino a toccare l’Appennino ligure. Gli occhi di “sua maestà ottomila”, che hanno contemplato la magnificenza dei ghiacci dell’Himalaya e del Karakorum, le distese polari e i deserti, in questi giorni si sono posati ancora una volta su panorami che conosce molto bene. Ieri il grande scalatore altoatesino è voluto salire anche sulla vetta del Grignone ed è stato accolto con grande affetto dai tanti escursionisti che l’hanno incrociato lungo il sentiero che porta al rifugio Brioschi. Il suo è un legame quasi di famiglia con queste cime e con i tanti alpinisti che partendo dalle quelle guglie hanno scritto la storia dell’alpinismo nel mondo.

Con lo staff e gli amici del rifugio Brioschi sulla vetta della Grigna settentrionaleRiccardo Cassin, ragazzino migrante a Lecco venendo dal Friuli, guardò il Resegone e si innamorò della montagna. Si mise in gioco sulle torri di calcare del “Giardino di pietra” e diventò il pioniere degli anni Trenta. Walter Bonatti provò ad arrampicare quasi per gioco al Nibbio, la lama verticale incastonata nei prati dei Piani Resinelli, e diventò presto uno dei più grandi di tutti i tempi. «Bonatti prese il testimone di Cassin. Io sono stato il loro erede», disse Messner in occasione di una visita. A dieci anni dalla scomparsa di Riccardo ecco perché questo legame è più forte che mai. A Lecco poi ci sono Mariolino Conti e Aldo Anghileri, che nel 1975 parteciparono alla spedizione che puntava all’arditissima parete Sud del Lhotse. A guidarli c’era proprio Riccardo. «Sono sempre stato molto legato alla figura di Riccardo Cassin, che purtroppo non c’è più – le parole di Reinhold Messner –. Con un gruppo di amici ho voluto ripercorrere questi sentieri che risalivo già negli anni Sessanta quando frequentavo questi posti. Ho un forte legame anche con Lecco e alcuni alpinisti con cui sono stato in spedizione in Himalaya. I Ragni di Lecco sono l’ultimo grande gruppo alpinistico così attivo sulle montagne del mondo e con una lunga tradizione. Sono ottimi scalatori. Ecco perché sono molto legato a questo territorio».

E non è un caso che nei prossimi giorni anche altri grandi alpinisti raggiungeranno le Grigne per rendere omaggio a Cassin a dieci anni dalla scomparsa. Maurizio Zanolla, in arte Manolo,  incontrerà il pubblico insieme allo scrittore Jacopo Merizzi per il festival culturale che andrà in scena il 7 e l’8 settembre al Rifugio Rosalba. L’occasione si propone a 110 anni dalla nascita di Riccardo Cassin e in concomitanza con la ristampa  del suo libro - «Dove la parete strapiomba» -, scritto nel 1958 al termine delle grandi imprese che lo hanno portato nell’Olimpo dell’alpinismo mondiale. Inoltre sedici artisti porteranno al festival spettacoli e performance originali creati e riadattati all’incredibile luogo naturale che li ospiterà: la Grigna Meridionale che con le sue innumerevoli guglie è stata avamposto dell’alpinismo mondiale, luogo mitico per gli alpinisti di tutte le epoche a partire da Cassin e Bonatti, a Ratti, Vitali e allo storico gruppo dei Ragni di Lecco.