Emergenza abitativa. C’è fame di alloggi sfitti

Chiavenna, mancano numerosi appartamenti non solo per i professori ma anche per gli operai specializzati delle aziende che operano in Valle.

Emergenza abitativa. C’è fame di alloggi sfitti

Emergenza abitativa. C’è fame di alloggi sfitti

Il problema della mancanza di alloggi affittabili per periodi medio lunghi in Valchiavenna è attuale, serio e reale. Trovare casa in affitto qui è sempre più difficile. Tutte figure che hanno bisogno di un alloggio e possibilmente non a prezzi astronomici come i professori o i tanti lavoratori stagionali provenienti da fuori provincia. La richiesta di appartamenti in affitto è altissima ma l’offerta bassissima. Per molti e per tante ragioni, è molto più conveniente affittare per tempi brevi. "È un grave problema – dice il presidente della Cm Valchiavenna Davide Trussoni -, c’è una forte richiesta di appartamenti in affitto a lungo termine, da parte di professori o di lavoratori stagionali, che non si riesce ad esaudire. Gli appartamenti sfitti sono numerosi ma la gente è riluttante nel concederli in affitto per una serie di problemi: difficoltà nel riscuotere gli affitti e una tassazione che, alla fine, rende poco remunerativa la locazione. C’è poi chi preferisce affittare per il weekend o per tempi brevi perché conviene di più. Ultimamente alcune ditte hanno messo a disposizione degli operai immobili in affitto, per ovviare al problema". E l’edilizia popolare in Valchiavenna latita da tanto. "Gli ultimi alloggi di edilizia popolare a Chiavenna sono di 30 anni fa mentre gli ultimi in Valchiavenna, a Campodolcino, costruiti 1520 anni fa. Questo anche perché per le amministrazioni pubbliche è diventato difficile avere rapporti con l’Aler (lAzienda Lombarda per l’Edilizia Residensiale), il soggetto competente, dopo che sono state accorpate le sedi di Sondrio, Lecco, Varese e Bergamo. L’auspicio è che si ritorni ad avere a Sondrio la sede provinciale, vista l’unicità della provincia".

Sulla questione è intervenuto Cristian Pavioni, della minoranza del Comune di Chiavenna. "Le abitazioni dedicate agli affitti brevi a Chiavenna – dice Pavioni – sono una sessantina e il 70% delle tante (2600 circa) seconde case sono inutilizzate. Condannare a priori chi pratica il B&B come la causa dei problemi di assenza di disponibilità di alloggi è fuorviante. Le seconde case inutilizzate appartengono a proprietari che, evidentemente, non hanno bisogno dei proventi degli affitti. Noi come opposizione abbiamo chiesto la detassazione per chi affitta, una super tassazione per chi non affitta, un programma di affitti calmierati e la ripartenza di un programma di alloggi popolari. Ma finora la maggioranza ha deciso di non intervenire…".

Fulvio D’Eri