Don Isidoro, un prete da beatificare. Gli Amici si affidano al postulatore

Il sacerdote originario di Merate fu ucciso da un amico psicolabile la sera del 14 febbraio 1991. Già all’epoca il cardinale Martini auspicava che entrasse "a far parte della santità della Chiesa".

Don Lolo, "un prete felice", come si definiva lui stesso, e magari, in futuro, beato o santo. Don Isidoro Meschi, sacerdote originario di Merate, aveva soli 46 anni quando il 14 febbraio 1991 fu assassinato a Busto Arsizio, dove svolgeva il suo ministero pastorale. Erano le 22 di un giovedì, la sera di San Valentino: Maurizio, 22 anni, un amico psicolabile, lo cerca con in tasca un coltello; la madre di Maurizio mette in guardia don Lolo, ma lui, che non respingeva nessuno e voleva proteggere gli altri ragazzi ospiti della cascina trasformata in comunità di recupero, va lo stesso incontro a Maurizio, a braccia aperte. Maurizio lo pugnala dritto al cuore e lo uccide all’istante. Mentre don Lolo si accascia esanime, sul volto compare un sorriso, di serenità e di perdono.

Don Lolo sapeva che era giunto il suo momento: qualche mese prima aveva scritto il testamento spirituale, letto poi durante il funerale, concelebrato da 150 sacerdoti e due vescovi, alla presenza di 20mila persone.

"Sono certo che questa morte sarà un grande segno evangelico – sono state le parole del cardinale Carlo Maria Martini, durante la messa di suffragio il giorno prima delle esequie –. Non è una morte come le altre, non è una semplice disgrazia, non è una semplice perdita di un prete giovane da cui speravamo molto, non è un semplice vuoto ma un grande segno evangelico. Chissà che un giorno non possa essere un segno per tutta la Chiesa e fare parte della santità della Chiesa".

La profezia della canonizzazione al momento non si è avverata, il processo verso l’onore degli altari non è stato nemmeno avviato. Mariella, sorella di don Lolo, e gli Amici di don Isidoro, che nel 2007 si sono riuniti in associazione per custodirne la memoria, approfondirne la conoscenza e diffonderla, hanno per questo incaricato un postulatore: è l’avvocato Enrico Solinas, giudice laico del Tribunale ecclesiastico. "Ciò non implica che sia già iniziata la causa di beatificazione di don Isidoro – specificano gli Amici – ma la presenza del postulatore permetterà di delineare meglio il percorso di studio e di approfondimento che si spera possa condurre in futuro a intraprendere quel cammino di beatificazione tanto sperato da molti".