La frazione di Consonno a Olginate (Cusa)
La frazione di Consonno a Olginate (Cusa)

di Daniele De Salvo

Olginate (Lecco), 11 settembre 2014 - Il Borgo Fantasma, il paese dei balocchi abbandonato, quello che doveva essere la Las Vegas della Brianza è in vendita. I proprietari di Consonno, l’«Immobiliare Consonno Brianza» in mano agli eredi del conte Mario Bagno e famiglia, sono pronti a cederlo alla modica cifra di 12 milioni di euro. Non si tratterebbe di una bufala, la proposta corre in rete tramite un sito di annunci. «Consonno, paesino frazione di Olginate in provincia di Lecco, splendida posizione in collina vista lago – recita il testo -. Proponiamo intero paesino da demolire esclusa la chiesa e la canonica con la possibilità di edificare 30mila metri quadrati in parte residenziali e in parte commerciali». 

«Bozza progettuale di hotel con piscine, residenziale con villette singole e a schiera, palazzine con appartamenti e centro commerciale in 1.700.000 metri quadrati di terreno composto al 60% da boschi, con piste ciclabili. Costo della proprietà: 12.000.000 di euro». E ancora: «Possibilità parziale permuta immobiliare. Nota bene: è già stato fatto un preventivo dei costi e ricavi e si dovrebbe avere un utile tra i 10 e i 14 milioni di euro». É stata pubblicata anche una bozza progettuale «redatta da un tecnico di fiducia» che mostra ipotesi di nuovi edifici, case, negozi e strutture ricettive. Ad occuparsi della proposta riservata è l’architetto Walter Zandonà dell’omonimo gruppo con sede a Milano ma uffici pure a Lecco e Como che opera in tutta la Lombardia ma soprattutto all’estero. 

«É tutto vero», conferma il direttore tecnico commerciale della società che si occupa di affari immobiliari. Il quale assicura che i potenziali acquirenti non mancherebbero: «Siamo in contatto con i responsabili di una società olandese e di una di Bologna», rivela. Gli schizzi presentati sono solo ipotesi, non certo progetti preliminari. «L’intenzione è quella di realizzare un quartiere residenziale con annessi servizi, ma anche un albergo o comunque un luogo destinato ad ospitare anziani». Da parte dei titolari dell’area al momento non è giunta alcuna conferma, ma neppure sono arrivate smentite. É da parecchio del resto che si vocifera di una vendita in blocco del pittoresco borgo trasformato in città dei divertimenti negli anni ‘60. Ad oggi agli annunci non sono mai seguite iniziative concrete, ma parrebbe proprio che questa sia la volta buona. 

Gli affittuari dei lotti agricoli come di alcuni appartamenti sono stati sfrattati, la superficie disponibile per le edificazioni è di circa 30mila metri quadrati, la chiesa e la canonica - uniche superstiti della vecchia frazione originaria - sono stati invece ceduti all’Amministrazione comunale. Tutto torna insomma, numeri della lottizzazione compresi, in pochi tuttavia per ora sembrano crederci né sono disposti ad accettare l’ennesimo scempio ambientale e urbanistico di Consonno.

daniele.desalvo@ilgiorno.net