Case vendute per pagare la cocaina e matrimoni combinati con parenti dei pusher, ecco come agiva la banda italo-albanese

Barzio, maxi operazione in Valsassina. Indagati sei spacciatori, 4 arrestati, tra loro anche il figlio adolescente di un pusher che nascondeva la droga per il papà. In un anno hanno incassato un milione di euro

L'operazione antidroga in Valsassina

L'operazione antidroga in Valsassina

Barzio (Lecco), 14 marzo 2024 – Drug valley, la Valle della droga. E' la Valsassina, dove si vende persino casa per pagare i debiti di droga e dove ci si presta a matrimoni combinati per garantire il permesso di soggiorno a parenti e complici degli spacciatori. Gli agenti della Mobile di Lecco hanno messo a segno una maxi operazione anti-droga tra Barzio, Cassina Valsassina, Cremeno, Ballabio e Introbio. Durante le indagini, durate oltre un anno tra giugno 2022 e la scorsa estate, è stato scoperto un giro di fiumi di sostanze proibite, cocaina soprattutto. Sono stati accertati almeno 21mila cessioni di droga e un incasso di oltre un milione di euro.

La retata

Nella retata finale, messa a segno l'altro giorno all'alba, quando sono stati anche trovati e sequestrati diversi panetti di hashish, sono state arrestate quattro persone, contro cui i magistrati della Procura di Lecco hanno chiesto e ottenuto un mandato di cattura. Una quinta persona risulta ricercata e una sesta sarà sottoposta all'obbligo di presentazione agli operatori di polizia giudiziaria sebbene al momento sia irreperibile. E' finito in manette pure il figlio di uno degli indagati, un adolescente, che nascondeva pure lui droga per il papà. Sono tutti tipi violenti e determinati, con la fama del grilletto facile. Costituivano un gruppo italo-albanese, quasi un’identità nel panorama dello spaccio. Hanno tra i trenta e i cinquant'anni. Al blitz, oltre ai poliziotti della Mobile, hanno partecipato pure i colleghi dell'Anticrimine di Milano e un cane antidroga. L'arrivo in Valsassina degli agenti, nonostante a bordo di auto civetta, è stato segnalato da vedette e fiancheggiatori degli spacciatori nelle loro chat.

I reati contestati

Oltre allo spaccio, sono diversi i reati contestati: estorsione e minaccia per aver, tra l’altro, costretto un cliente tossicodipendente a vendere un appartamento di proprietà, del valore di 80mila euro, per saldare un debito di droga; false  fatturazioni di lavori edili mai eseguiti per giustificare i soldi incassati tramite un conto lituano; favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e falso ideologico per la combine di un matrimonio fasullo. Avevano in giro di almeno un centinaio di clienti. Per spacciare davano appuntamento nei bar della zona, persino nei rifugi di montagna. Per trovarsi si mandavano messaggi o si telefonavano: “Ci vediamo per una birretta?”. Poi, al posto di bere un boccale di birra, invece sniffavano coca o fumavano hashish. A mettere sulla pista giusta gli investigatori sono stati alcuni cittadini e residenti della zona. Sono state indagini vecchia maniera: prima con pedinamenti, appostamenti, osservazioni, identificazione dei clienti; poi con attività tecniche, come intercettazioni telefoniche.

Le reazioni

“Non è stato semplice, si tratta di soggetti temuti da tutti, i loro clienti, tutti della zona, erano terrorizzati e avevano paura di ritorsioni”, spiega il sostituto commissario Vincenzo Pasquale, comandante facente funzione della Mobile. Quasi nessuno ha voluto parlare e collaborare con investigatori e inquirenti proprio per il timore di vendette, come del resto ne sono state compiute veramente, con tanto di sparatorie. Per questo diversi clienti sono stati denunciati per favoreggiamento. “E' operazione importante perché riguarda la Valsassina, un territorio strategico per le attività economiche e per il turismo”, commenta il questore di Lecco Ottavio Aragona. “E' l'ennesima operazione in provincia, ma in un nuovo territorio rispetto ai soliti – aggiunge il procurato capo Ezio Domenico Basso, che si complimenta con gli agenti della Mobile per il lavoro svolto –. Quello dello spaccio e del consumo di droga è un fenomeno molto radicato, che riusciamo almeno ad arginare”.