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21 mag 2022

"La mia casa in un mulino, si vive meglio che in villa"

Mandello del Lario, l’esperienza del perito industriale Federico Andreoli: "L’ho costruita durante il lockdown assemblando i vecchi pezzi di un tempo"

21 mag 2022
daniele de salvo
Cronaca
Federico Andreoli è discendente di un nobile e antico casato
Federico Andreoli nella sua casa-mulino
Federico Andreoli è discendente di un nobile e antico casato
Federico Andreoli nella sua casa-mulino

Mandello del Lario (Lecco) - La casa in un mulino, come quella nel Mulino Bianco, ma per davvero, non in uno spot pubblicitario di biscotti e merendine. A Mandello del Lario il 63enne Federico Andreoli, discendente di un nobile e antico casato e parente alla lontana pure di Carlo Guzzi fondatore dell’Aquila di Mandello, ha scoperto di abitare in un vecchio mulino, un edificio che risale al XV secolo.

O meglio, sapeva che lì c’era un vecchio mulino, perché i suoi nonni e i suoi discendenti ancora prima erano mugnai, ma credeva che non ne restasse praticamente nulla. Invece, in un locale adibito a magazzino, ha ritrovato prima una macina, poi una seconda, successivamente altri reperti e attrezzi ancora, tutti smontati, come pezzi dei mobili dell’Ikea. "Piano piano, soprattutto durante il lockdown da Covid, ho riassemblato e rimontato tutto, riportando gli ambienti allo stato originale", racconta lui, che ha fatto tutto o quasi da solo, con tanta pazienza e abilità, nonostante non sia il suo mestiere perché è un perito industriale. Per portare a termine l’immane opera ha utilizzato rigorosamente materiali e tecniche dell’epoca, come leve e perni in legno.

"Abbiamo ricostruito pure la ruota del mulino, che non c’era più perché in legno – spiega -. Quella nuova è solo più piccola e in acciaio. Non funziona, poiché tutte le componenti del mulino sono quelle originali e quindi estremamente fragili". Entrare lì è come un viaggio nel tempo, almeno fino al 1937, prima che il molino venisse chiuso e in parte smaltellato e sacrificato alle esigenze della produzione bellica: quando si toccano le pareti in pietra sembra di sfiorare il 1.400 e nel vedere le mole si ha l’impressione di udire il rumore della segale macinata per cavarne farina. E’ un’esperienza che, oggi, chi desidera può sperimentare: oggi, in occasione della Giornata europea dei mulini storici, Federico e i suoi familiari aprono ai visitatori il loro mulino, in collaborazione con i volontari dell’Archivio comunale di Mandello presieduto da Simonetta Carizzoni.

 

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