Lecco, l’allarme dei cuochi: “Non siamo in un talent show. Mancano chef e maitre”

Vincenzo Di Bella, presidente dell’associazione: “In futuro sarà peggio”. Sono ancora lontani i tempi dei 160 iscritti degli anni d’oro all’alberghiero

A sinistra, Vincenzo Di Bella chef presidente dell’Associazione Cuochi di Lecco e provincia

A sinistra, Vincenzo Di Bella chef presidente dell’Associazione Cuochi di Lecco e provincia

I clienti ci sono, anzi aumentano. Mancano però chef ai fornelli e maitre in sala, perché il mestiere, quello vero, fatto di preparazione, fatica, orari tardi, lavoro quando gli altri si divertono, non è un talent, né uno show televisivo e nemmeno è facile come postare la foto di un piatto su Instagram o scrivere una recensione sui social. I commensali rischiano così di restare a bocca asciutta e i ristoranti di non riuscire a servire nulla in tavola ai loro ospiti.

A lanciare l’allarme è Vincenzo Di Bella, cuoco di 59 anni, presidente dell’Associazione Cuochi di Lecco e provincia, che ha cominciato con la gavetta nel 1978 per diventare uno degli chef più ricercati del territorio. "Manca personale – avverte –. E in futuro sarà peggio".

Perché? "I motivi sono diversi – risponde -. Gli stipendi ritenuti non adeguati sebbene chi è in gamba comunque guadagni bene anche se nessuno come ovunque regali nulla, la diminuzione degli studenti iscritti alle scuole alberghiere, i giovani che preferiscono altro, la scoperta che non è una professione come quella che viene mostrata in tv... Chi può, molla tutto e va a fare altro e i ricambi non arrivano".

Alla fine resistono così solo quanti sono veramente convinti, "perché – prosegue chef Vincenzo Di Bella - il nostro è un mestiere dinamico, di fantasia, sempre diverso, ma che deve piacere al 200%".

Occorre comunque guardare il bicchiere mezzo pieno: "Attualmente siano arrivati a 120 associati, anche grazie all’adesione di alcuni studenti del Cfpa di Casargo, mentre nel 2022 eravamo 85", sottolinea il presidente dei cuochi lecchesi, che una volta tanto, in occasione della cena sociale che si è svolta al La Casupola di Bosisio Parini, si sono accomodati a tavola e non ai fornelli. Il numero è ancora lontano dai 160 iscritti degli anni d’oro prima del lockdown da pandemia di Covid-19, che ha travolto l’intero settore e provocato una crisi da cui molti non sono riusciti a riprendersi, ma comunque si registra un’inversione di tendenza che lascia ben sperare.

Tra gli ospiti della serata anche la presidente della Provincia Alessandra Hofmann: "Svolgete un ruolo importante – le sue parole -. Riunite le persone a tavola, favorite la convivialità e la socialità".