Da Merate al Cammino di Santiago di Compostela: Matteo e il cane Tyson, la vita in un camper accogliendo i pellegrini

Uno ha lasciato un lavoro sicuro, l’altro il canile che gli dava rifugio. Regalano informazioni e compagnia a chi è diretto alla cattedrale

Matteo Scalise con Tyson davanti al loro van

Matteo Scalise con Tyson davanti al loro van

Merate (Lecco) – Tyson e Matteo. La loro sembra la storia tratta da un romanzo di Cécile Aubry, la scrittrice di ‘Belle e Sebastien’, sebbene sia ambientata tra la Brianza e la Galizia, in Spagna, invece che sui Pirenei.

Tyson è un bel cucciolone nero con il collo bianco di 4 anni, razza mista: i primi mesi della sua esistenza li ha trascorsi in famiglia in appartamento; poi l’anziano padrone è stato sfrattato e ha dovuto affidarlo ai volontari del canile municipale di Merate, dove è rimasto rinchiuso fino a gennaio, quando Matteo lo ha adottato. Matteo Scalise ha 39 anni ed è di Briosco: ha lasciato un posto di lavoro sicuro da muratore, uno stipendio buono e una casa in mezzo al verde, per vivere libero e felice. Tyson e Matteo ora insieme accolgono per un tratto del percorso i pellegrini che impegnati nella via francese del Cammino di Santiago di Compostela. Tyson li saluta scodinzolando, Matteo li accompagna con timbri in ceralacca sui loro diari di viaggio e fornendo informazioni e consigli sulla giusta strada e i luoghi dove trovare ospitalità. In cambio, si accontentano di qualche offerta per mangiare, acquistare provviste di prima necessità e riempire il serbatoio del piccolo van che è il loro nuovo rifugio.

Matteo ha cominciato a percorrere il Cammino di Santiago nel 2014. Per lui è stata una folgorazione, come quella di San Paolo sulla via di Damasco: "Ho realizzato di essere fuori posto e di sentirmi profondamente a disagio, nonostante non mi mancasse nulla", racconta Matteo. Nel 2022 ha così compiuto la decisione radicale di trasferirsi lungo il Cammino per vivere di aria aperta a generosità: "È stato un cambio estremo, ma ho solo deciso di essere felice e se tornassi indietro rifarei di nuovo la stessa scelta". Nonostante la drastica rivoluzione, Matteo non si sentiva tuttavia ancora completamente appagato, come se gli mancasse qualcosa o meglio qualcuno. E quel qualcuno era Tyson. Lo ha cercato a lungo, in diversi canili. "Quando ho visto Tyson è stato però amore a prima vista – ricorda Matteo -. Non sono stato io a scegliere lui né lui a scegliere me, ci siamo trovati e ci siamo salvati a vicenda".

Prima di affidare Tyson a Matteo, i volontari dell’Enpa di Merate, che gestiscono il rifugio comunale per randagi, hanno verificato che veramente fossero fatti l’uno per l’altro. "Ci siamo accertati che Tyson stia bene in un camper, sia in grado di percorrere molti chilometri a piedi, si senta a proprio agio con gli estranei, sia socievole, non attacchi briga con gli altri cani, lo abbiamo addestrato per obbedire ai comandi di base", spiega Silvana Benedetti, presidente dell’Enpa meratese, che ha pure regalato a Tyson le pratiche per ottenere in fretta il passaporto animale per espatriare in Spagna con Matteo. Tyson adesso può finalmente godersi il suo nuovo papà, le corse in spazi ampi, le coccole; Matteo una sorta di figlio, da accudire, educare, con cui passare il tempo insieme.

Se si passa da Moratinos e d’intorni, Tyson e Matteo sono lì, ad aspettare i pellegrini, indicare il tragitto e trascorrere qualche momento in compagnia. "Buen camino peregrinos e buena vida para todos", è il loro saluto, Tyson agitando la coda e drizzando le orecchie, Matteo con un abbraccio e con il suo timbro in ceralacca.