Brumotti a Lecco, la droga e la memoria corta della città

Cinque anni fa il blitz al Ferrhotel e la chiusura di via Ferriera ma non è cambiato nulla. Lo spaccio ora è solo spettacolarizzato

Vittorio Brumotti durante il servizio di lunedì e gli spacciatori in azione in via Ferriera nel febbraio 2019

Vittorio Brumotti durante il servizio di lunedì e gli spacciatori in azione in via Ferriera nel febbraio 2019

Lecco, 16 gennaio 2024 – Ma davvero si doveva attendere il servizio di Vittorio Brumotti trasmesso lunedì sera da “Striscia La Notizia” per scoprire che la zona tra la stazione ferroviaria e il Centro commerciale Meridiana sia da tempo terreno di caccia di spacciatori? L’incursione in città dell’inviato “biciclettato” ha innescato il solito sproloquio social: “Lecco come il Bronx”, “ma dove sono le istituzioni?”, un “pessimo biglietto da visita per la città” e via, via con i soliti toni accalorati e indici sempre più puntati contro tutto e tutti. 

Lo spaccio

In questo caso i lecchesi sembrano avere la memoria corta perché sono anni che quella zona della città è degradata. Anzi, a dirla tutta è stata anche peggio, soprattutto negli anni (dal 2015 al 2020) in cui il Ferrhotel era centro d’accoglienza per stranieri richiedenti asilo. Allora lo spaccio avveniva addirittura alla luce del sole, in via Ferriera, il claustrofobico budello che si insinua tra l’uscita cittadina del tratto sotterraneo della Super 36 e la ferrovia.

Il blitz

Nel febbraio 2019 l’amministrazione comunale di allora (sindaco Virginio Brivio) decise che la misura era colma e chiese un intervento delle forze dell’ordine. L’operazione fu un blitz in grande stile, che coinvolse anche reparti di Polizia provenienti da Milano. Trentatrè migranti - molti nigeriani, ma anche cittadini del Gambia, Costa d’Avorio, Mali, Senegal e Guinea - vennero denunciati per spaccio di hascisc e marijuana.

I clienti dei pusher risultarono essere soprattutto giovani studenti (italianissimi), che ogni giorno come tanti loro coetanei vanno e vengono dagli istituti superiori Parini, Badoni e Fiocchi.a passando da lì, da quella terra di nessuno sfuggita ora come allora al controllo. Come dire: nulla è cambiato evidentemente.

Deja vù

Dal giorno del blitz del febbraio 2019 via Ferriera rimase chiusa a lungo per consentire un restyling decoroso della zona e l’installazione di telecamere, che almeno hanno funzionato come deterrente. Nel senso che ora la droga si cede lontano da occhi indiscreti. Insomma, è cambiato poco o nulla ma la risposta non può essere la spettacolarizzazione dello spaccio. Servono invece risposte serie.