Editoriale

Attivisti per il clima e stolti da tastiera

Gli attivisti per il clima di Extinction Rebellion hanno colorato di verde il Naviglio di Milano e lo hanno fatto usando della fluoresceina, un sale innocuo per l’ambiente usato, tra le altre cose, come tracciante per segnalare la posizione di subacquei dispersi in mare. In risposta, da passanti e commentatori da tastiera si sono levate numerose grida di sdegno.

Quei giovani attivisti hanno protestato per il fallimento annunciato dell’ultima Conferenza mondiale sul clima di Dubai, dove gli Stati produttori di gas e petrolio stanno spingendo per rallentare l’eliminazione dei combustibili fossili – principale causa del riscaldamento globale – in un tentativo che persino un delegato dell’Unione europea ha definito “disgustoso” (e che il governo italiano ha invece indirettamente avallato).

Quelle grida di sdegno sui Navigli si sono levate, è bene ricordarlo, nell’anno più caldo della storia, quello che ha registrato la maggiore impennata di eventi climatici estremi, quello in cui la comunità scientifica ha esplicitamente detto che “con le emissioni attuali, che si collocano al livello più alto della storia dell’umanità, siamo completamente fuori strada e il tempo massimo per limitare il riscaldamento del pianeta a 1,5 gradi si sta lentamente esaurendo”.

Eppure lo sdegno maggiore non sembra rivolto ai petrolieri, ma ai giovani che lanciano il grido di allarme (peraltro questa volta senza danneggiare alcun monumento storico). Preferiamo, insomma, condannare il gesto piuttosto che ascoltare il messaggio. E così facendo facciamo come lo stolto che, quando il saggio indica la luna, guarda il dito.