QUASI 6 milioni di posti di lavoro persi nell’Ue, 444mila dei quali in Italia. Tasso di disoccupazione europea schizzato al 9%; quella giovanile addirittura al 16,8%. L’emergenza Covid, da sola, non è in grado di spiegare i numeri dell’occupazione 2020, negativi come non accadeva da molto tempo. La spiegazione è più complessa e parte dal fatto che il mercato del lavoro ha accelerato quel processo di cambiamento in corso da anni, che ha portato alla disgregazione dei modelli sociali tradizionali e causato una significativa perdita di posti. In un contesto caratterizzato da questi numeri, e da una epidemia diffusa a livello globale, diventa necessario ripensare le modalità di accesso al mercato del lavoro, così da intercettare da un lato una nuova generazione di lavoratori smart – i gig workers – ma anche la grande onda di nuovi lavoratori in cerca di...

QUASI 6 milioni di posti di lavoro persi nell’Ue, 444mila dei quali in Italia. Tasso di disoccupazione europea schizzato al 9%; quella giovanile addirittura al 16,8%. L’emergenza Covid, da sola, non è in grado di spiegare i numeri dell’occupazione 2020, negativi come non accadeva da molto tempo. La spiegazione è più complessa e parte dal fatto che il mercato del lavoro ha accelerato quel processo di cambiamento in corso da anni, che ha portato alla disgregazione dei modelli sociali tradizionali e causato una significativa perdita di posti. In un contesto caratterizzato da questi numeri, e da una epidemia diffusa a livello globale, diventa necessario ripensare le modalità di accesso al mercato del lavoro, così da intercettare da un lato una nuova generazione di lavoratori smart – i gig workers – ma anche la grande onda di nuovi lavoratori in cerca di impiego che si genererà al termine della pandemia, dall’altro in grado di rispondere alle esigenze di flessibilità delle imprese.

La soluzione a questi problemi si chiama Jobby. Ovvero il lavoro giusto quando serve. Grazie a un approccio totalmente nuovo – che la rende la prima e unica piattaforma completamente digitale di lavoro temporaneo presente in Italia, Jobby permette alle aziende di trovare, ingaggiare e gestire personale in modalità ‘chiavi in mano’, in modo da coniugare le esigenze di flessibilità delle aziende con la sicurezza dei lavoratori.

Fondata nel 2016, la piattaforma consente una gestione operativa digitale al 100%, dalla pubblicazione dell’annuncio, alla firma del contratto al pagamento, senza iter complessi o processi laboriosi. Il tutto in tempi brevi: su Jobby è possibile pubblicare una richiesta in meno di un minuto e ricevere risposta in poche ore. La piattaforma utilizza un algoritmo di matching proprietario, unico nel settore, per identificare sempre il miglior worker per ogni proposta pubblicata. In questo modo l’azione dell’uomo è disintermediata e al contempo la valutazione è sul merito e sulla competenza

"Jobby – spiega il fondatore e Ceo Andrea Goggi – consente alle aziende di trovare personale qualificato in poche ore, gestendo tutto in modo automatico e digitale e permette ai lavoratori di trovare opportunità reali attraverso un sistema rapido ed efficace che garantisce tutele fin dal sistema di incrocio tra domanda e offerta".

Grazie al digitale, i tempi di matching tra offerta e lavoratore non hanno eguali: bastano in media 4 ore per assegnare i job pubblicati. "Ci piace dire che l’algoritmo che abbiamo sviluppato è democratico – continua Goggi – perché privo di pregiudizi soggettivi tipici dell’uomo e perché opera così da garantire un’assegnazione basata su competenze dei workers iscritti. Nella pratica, l’algoritmo analizza il set di dati raccolti in fase di iscrizione dai workers, in base al profilo di questi - preferenze, disponibilità, skills, patenti, mezzi, lingue, esperienze – e in base alla loro attività registrata all’interno della piattaforma – rating, frequenza di attività come candidature o lavori svolti, numero di jobs svolti per categoria –, e nel contempo analizza dati e requisiti delle singole proposte di job per trovare il giusto match. Il tutto con una serie di garanzie: tra tutte mi piace segnalare le assicurazioni contro gli infortuni e soprattutto il compenso minimo garantito. Noi non privilegiamo chi è disponibile a fare lo stesso lavoro per meno, perché siamo sicuri esista un livello sotto il quale non è etico scendere".

Jobby ha sviluppato due business line differenti, capaci di intercettare target di clientela diversi con bisogni molto marcati. Staff è la soluzione dedicata alle aziende, che permette loro di trovare e gestire la propria forza lavoro ‘as a service’. In questo caso, Jobby svolge il ruolo di intermediario tra azienda e worker. Easy, invece, è una soluzione appositamente creata per operatori retail ed e-commerce, pensata per permettere loro di erogare interventi tecnici a domicilio di alta qualità. In questo caso, Jobby svolge il ruolo di fornitore di servizi a queste grandi realtà, tra cui ad esempio MediaWorld, UniEuro e Leroy Merlin. Nel 2020 la piattaforma ha registrato 38mila nuovi iscritti, consentendo 27mila prestazioni di lavoro e 6mila servizi Easy, per oltre 1,1 milioni di compensi erogati e un giro d’affari totale di 1,5 milioni.