Non solo le griffe. Anche il cibo si può taroccare. E ad andarci di mezzo sono produttori e distributori che operano nel pieno della regolarità con le eccellenze gastronomiche tricolori, oltre che il "marchio" stesso del Made in Italy.

Vi fidereste di un formaggio battezzato "Parmesao", con un vago sentore brasiliano? E acquistereste nel banco frigo una "Zottarella", anche se ve ne magnificassero le qualità di gusto e freschezza? Certo che no. Eppure qualche consumatore all'estero si è fatto ingannare da immagini e nomi che ricordano in maniera truffaldina prodotti tipici del nostro Bel Paese. Veidamo la top ten del Made in Italy taroccato, stilata dalla Coldiretti in occasione della manifestazione Tuttofood in programma alla Fiera di Milano a Rho. 

La primatista

Per colpa del cosiddetto "italian sounding" nel mondo - stima la Coldiretti - più di due prodotti agroalimentari tricolori su tre sono falsi senza alcun legame produttivo ed occupazionale, togliendo opportunità economiche e lavorative al nostro Paese. La specialità tricolore più taroccata nel mondo è la mozzarella, grazie soprattutto al fiorente mercato del falso sviluppatosi negli Stati Uniti dove ne vengono prodotti ogni anno circa 2 miliardi di chili, pari a venti volte il volume totale delle esportazioni di vera mozzarella italiana nel mondo. Ma le imitazioni del tradizionale formaggio fresco si trovano - spiega Coldiretti - un po' ovunque, dal Brasile all'Argentina, dalla Thailandia allo Sri Lanka, dalla Danimarca ai paesi dell'est come Slovenia, Ungheria e Romania, mentre in Germania cambia addirittura nome in Zottarella. E, per effetto dell'embargo sui prodotti europei deciso da Putin, pure in Russia è nata un'industria del Made in Italy tarocco che vede proprio nella mozzarella uno dei prodotti più presenti.

Il resto della graduatoria

Al secondo posto tra i prodotti più imitati ci sono Parmigiano Reggiano e Grana Padano, con l'infinita serie di varianti Parmesan, dal Parmesao al Reggianito. In terza e quarta posizione - continua Coldiretti - ancora due formaggi come il Provolone e il pecorino Romano, diffusissimi soprattutto nelle Americhe, dagli Usa fino all'Argentina. A metà della top ten c'è, invece, il salame che a seconda dei Paesi taroccatori acquista denominazioni di origine inventate di sana pianta. Si va dal salame Calabrese al salame Toscano, ma ci sono anche quello Firenze, Milano, Genova, Fiuliano, Napoli e persino un improbabile salame Bolzano, oltre che Casalingo. Al sesto posto la Mortadella, con i tedeschi tra i principali taroccatori anche se il tipico salume emiliano trova falsari anche in Brasile, Argentina, Ungheria, Spagna (dove diventa Mortadela Siciliana) e addirittura Qatar, con versioni fatte con carne di manzo e di pollo, per rispettare il divieto di consumare maiale da parte dei musulmani.

Non si salvano le conserve

Fiorente anche la produzione di sughi e passate "italian style" - prosegue Coldiretti -, al settimo posto della top ten, grazie soprattutto all'impegno di francesi, belgi e inglesi, ma anche degli americani. "Il contributo della produzione agroalimentare Made in Italy a denominazione di origine alle esportazioni e alla crescita del Paese potrebbe essere nettamente superiore se dagli accordi venisse un chiaro stop alla contraffazione alimentare internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all'Italia per alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale" ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che "a far esplodere il falso è stata paradossalmente la "fame" di Italia all'estero con la proliferazione di imitazioni low cost".