Tributo a Michael Jackson, “Re del pop’’: "Sarà un vero concerto su di lui"

Alessandro Sabbatini porta “Human Nature Live Show” agli Arcimboldi e al Gran Teatro Morato di Brescia

Michael Jackson
Michael Jackson

Milano – Auguri, Jacko… In Italia per uno spettacolo musicale non è agevolissimo competere dai palchi con il Festival di Sanremo in tv. Ma il tributo a Michael Jackson “Human Nature Live Show” in programma martedì prossimo agli Arcimboldi di Milano e mercoledì al Gran Teatro Morato di Brescia ha valide frecce al suo arco per resistere all’attacco mediatico del gran circo di Amadeus. E questo grazie innanzitutto ad un repertorio a prova di bomba eseguito dal vivo oltre all’opportunità, soprattutto per i fans più giovani, di farsi un’idea di cosa è stato il “Re del Pop” fino a quella maledetta intossicazione di propofol (anestetico assunto per combattere l’insonnia) che se l’è portato via nel 2009 a cinquant’anni.

Un’esperienza immersiva nell’epopea di “Billie Jean” e “Don’t stop ‘til you get enough” capace di andare oltre i racconti di chi ha avuto modo di viverla sugli spalti del “Brianteo” di Monza nel ’92 o su quelli del “Meazza” nel ’97. A parlarne è il batterista marchigiano Alessandro Sabbatini, artefice del progetto. L’idea di questo spettacolo gliel’ha data Jonathan “Sugarfoot” Moffett, batterista di Jackson dal ’96 in poi."Moffett l’ho conosciuto prima sui social e poi personalmente a Los Angeles nel 2011, quando con altri fans sono andato a fare il tour dei luoghi di Michael, incluso un volo in elicottero sopra la tenuta di Neverland. Rientrato, ne parlai col tastierista Stefano Mainardi, altro grande fan di Jacko, che mi disse: proviamoci. Quando tornai da Moffett col risultato del nostro lavoro ebbi modo d’incontrare pure Greg Phillinganes, tastierista di Jackson, assieme al quale abbiamo impostato i suoni".

Esperienza fortunata.

"Abbiamo debuttato nel 2013 e non ci siamo più fermati. Perfino lo stop imposto dal Covid l’abbiamo sfruttato per migliorare lo spettacolo. Quando ci siamo decisi a cambiare frontman, ad esempio, abbiamo ricevuto numerose candidature e alla fine abbiamo scelto Miguel Concha, cantante, ballerino, performer, oltre che vero e proprio ‘impersonator’ di Michael".

Di tributi a Jackson ne sono stati fatti tanti, ma pochi hanno retto la prova del tempo.

"Credo che la nostra sia al momento la più grossa produzione itinerante su Michael Jackson. Eccetto musical come ‘Thriller Live’ di Adrian Grant, amico di Michael che lo produsse quando lui era ancora in vita, e il ben più recente ‘MJ’ in scena a New York, non esistono spettacoli simili al nostro. Sì, ci sono stati ‘The Michael Jackson: Immortal World Tour’ e ‘Michael Jackson: One’ del Cirque du Soleil, ma coinvolgono direttamente gli eredi. Noi, invece, mettiamo in scena un vero concerto di Jackson, cosa che la famiglia non si sognerebbe mai fare, perché significherebbe sostituire Michael".