Drupi ‘debutta’ al Lirico: "Sul palco mi diverto ancora molto"

A 76 anni pensa a un tour. “Vado via“, bocciata a Sanremo, esplose in Francia. Cantata anche dagli Abba

Drupi
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Milano – Casi della vita. Drupi assicura che, se la memoria non l’inganna, quello di domani (giovedì 11) al Lirico è il suo primo concerto milanese in cinquantacinque anni di (onorata) attività. "Milano l’ho amata da morire sul finire degli anni Sessanta inizio Settanta, poi l’ho un po’ persa di vista e per questo non ci ho mai cantato", racconta il cantante pavese, all’anagrafe Giampiero Anelli, 76 anni.

Cosa le ha fatto cambiare idea?

"Non avevo mai provato la dimensione teatrale, ma tre mesi fa, all’Ambra di Albenga, ho partecipato ad ‘Ottobre De André’, la manifestazione a sostegno della Comunità di San Benedetto al Porto creata da don Gallo, e mi sono divertito da morire. Così ho chiesto ai miei di farne un altro e ‘sti maledetti mi hanno trovato il Lirico, che non è proprio una saletta. All’inizio avevo un po’ di paura, ma la risposta c’è stata e ora sto pensando di ripetere l’esperienza in ottobre con un vero e proprio tour nei teatri. Per fortuna, a stare sul palco mi diverto ancora".

Sanremo 1973, “Vado Via”. Per il grande pubblico è lì che è nato Drupi?

"Provinai quella canzone per Mia Martini, che avrebbe dovuto portarla al Festival. Poi però Mimì decise di rimanere a casa e quelli della Ricordi scelsero me. Fu un disastro, al Teatro del Casinò mi classificai ultimissimo senza neppure arrivare in tv, visto che al tempo la Rai trasmetteva solo la serata finale. Ma in Francia ‘Vado via’ incontrò un grande successo e vendette 9 milioni di copie. Della versione in italiano ne furono stampate, però, così poche che oggi sul mercato dei collezionisti ha quotazioni che sfiorano addirittura ai 2mila euro".

E gli altri 7 Festival?

"Nonostante successi come ‘Sambariò’ o ‘Soli’ non me ne ricordo nessuno. Mi ricordo bene quel primo Sanremo e non tanto per l’ultimo posto, quanto per il fatto che, per andare, smisi per la seconda volta di fare l’idraulico. Figurarsi la delusione per la bocciatura. Trovarmi poi sui palchi con Johnny Hallyday e Charles Aznavour e davanti alle telecamere con Mirelle Mathieu mi fece però poi capire che sbagliavo".

Lei è molto in controtendenza rispetto a tanti suoi colleghi, visto che dice di non amare le trasmissioni-revival e i reality.

"Svaccarmi in tv su un’isola? Mai e poi mai. Faccio il musicista, non il naufrago. Potrei, al limite, accettare l’idea di fare il giudice, ma neanche tanto perché con le giurie ho sempre avuto un rapporto complesso vista la serie di ultimi e penultimi posti incassata nella carriera. Quanto al revival, proprio no. ‘Vado via’, che nel mondo l’hanno incisa in 26, compresi gli Abba (‘Aldrig Mej’ - ndr) e Riccardo Cocciante, sarebbe revival?".

Un artista con cui le piacerebbe mischiare le carte prima o poi?

"Mi sarebbe piaciuto tantissimo fare qualcosa con Lucio Dalla, che ho amato in maniera viscerale".