Luca Zaia e Attilio Fontana
Luca Zaia e Attilio Fontana

Milano, 25 maggio 2020 - "Il Veneto si è trovato in una situazione completamente diversa, non è paragonabile a quello che è successo in Lombardia come numeri e intensità dell'attacco del virus. Sono due realtà assolutamente non paragonabili". Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervistato da Rtl, ha contestato l'affermazione se sui tamponi la Lombardia abbia intenzione di 'battere le strade' seguite da altre regioni come il Veneto.

"Io - ha detto Fontana - ho sempre cercato di far svolgere il maggior numero di tamponi possibile perché serviva anche per tranquillizzare la popolazione. Purtroppo però quello che si continua a leggere sui giornali è la verità: o mancano i reagenti o quelli che si trovano non possono essere utilizzati o sono prenotati da altri Paesi. La prova sta nel fatto che anche il commissario (Domenico Arcuri, ndr) si è trovato con le mani legate e ci ha mandato i tamponi, ma non i reagenti. Quindi si tratta di un problema comune. Adesso forse si allenterà, nel momento in cui anche nel resto del mondo si allenterà la pressione del coronavirus".

Il governatore ha poi ripercorso la vicenda dei tamponi: «È dall'inizio - ha spiegato - che vorrei fare più tamponi. Quando i casi erano abbastanza limitati abbiamo cercato di tenere in vita un tipo di politica che fosse quella di seguire tutti i contatti delle persone contagiate. Poi dopo pochi giorni dall'Iss è arrivato un divieto, è stato detto no, i tamponi devono essere riservati alle persone che presentano dei sintomi, allora ci siamo dedicati a quello. Quindi anche quel tentativo che avremmo potuto fare di isolare inizialmente tutte le persone che avessero un rapporto con il virus non ha potuto proseguire, anche per i numeri: in una settimana eravamo arrivati a più di mille infettati quindi era assolutamente impeccabile poter seguire tutte le persone che avevano avuto rapporti con più di mille persone".