Milano, 20 febbraio 2021 – Messa in cassaforte la fiducia in Camera e Senato, per il governo di Mario Draghi si avvicina il momento di dettare la linea nell'emergenza Covid. In Italia la diffusione del virus è tornata sopra la soglia d'allarme non solo per i numeri in crescita (Rt e incidenza dei casi) ma anche per la crescente diffusione delle varianti. Ieri il nuovo cambio di colori nella mappa delle zone Covid in Italia, con Campania, Emilia-Romagna e Molise retrocesse in arancione. La Lombardia, per il rotto della cuffia, è riuscita a mantenere la fascia gialla, così come l'Abruzzo ha evitato (per poco) il rosso. Ma cosa succederà nei prossimi giorni? Quali sono le date chiave e i nodi da affrontare?

Spostamenti tra regioni

Partiamo dagli spostamenti tra le regioni. Come noto, uno degli ultimi atti formali del governo Conte-bis, è stata la proroga dello stop fino al 25 febbraio. In questo modo la decisione finale è passata al nuovo esecutivo che nei prossimi giorni dovrà decidere se dare il via libera, prolungare il divieto o scegliere strade differenti. Il monitoraggio settimanale del ministero della Salute ha reso un'istantanea non proprio confortante dell'andamento epidemiologico, con una situazione in peggioramento in tutta Italia, dovuta soprattutto al diffondersi delle varianti del Covid. Gli esperti dell'Istituto superiore di Sanità sono quindi tornati a ribadire la necessità di ridurre le interazioni tra i cittadini e innalzare le misure su tutto il territorio nazionale. Un invito che già la settimana prossima potrebbe essere raccolto dal governo: l'esecutivo Draghi sembrerebbe indirizzarsi verso possibilità di prorogare il divieto di spostamento tra le regioni fino al 5 marzo, data in cui scadrà il Dpcm attualmente in vigore.

Al lavoro sul nuovo Dpcm

Proprio in vista del nuovo Dpcm oggi alle 17 prevista una riunione in seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni si terrà per fare il punto della situazione alla luce della diffusione delle varianti del virus e affrontare il tema della gestione della pandemia e il sistema delle regole in vista della scadenza il 5 marzo. Il sistema a zone, varato nel mese di novembre, è ormai messo in discussione da più parti. Lo stesso governatore lombardo Attilio Fontana si è schierato contro, chiedendo un'impostazione normativa più stabile: "Stiamo correndo dietro al virus, forse bisognerebbe essere noi a imporre una linea di condotta e cercare di anticiparlo. Altrimenti siamo sempre in difesa". E non è il solo: i governatori sono concordi nel chiedere di superare la logica delle fasce a colore. Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, ha proposto l'applicazione di misure restrittive omogenee. Non un lockdown totale, ma il modello potrebbe essere simile a quello sperimentato durante le vacanze di Natale. 

Zone sì o zone no?

D'altra parte i parametri stanno peggiorando un po' in tutta Italia e le varianti del covid iniziano a spaventare: l'Rt è passato da 0,95 a 0,99, sfiorando la soglia d'allerta di 1; e sono passate in arancione Campania, Emilia-Romagna e Molise, che sono andate a raggiungere Abruzzo, Liguria, provincia autonoma di Trento e Toscana. La provincia autonoma di Bolzano e l'Umbria, pur rientrando in fascia arancione, hanno predisposto zone rosse a livello regionale. Non sono le uniche, perché all'interno dei territori sono state realizzate varie fasce rosse proprio per fermare la corsa delle varianti: dalle province di Pescara e Chieti ad alcuni Comuni del Piemonte e della Lombardia (Bollate, Castrezzato, Viggiù e Mede). Dopo i confronti tra i governatori, la palla passerà al governo che dovrà infatti decidere se mantere lo schema delle zone divise distinte per fasce di rischio (zona rossa, arancione, gialla e bianca) o trovare un nuovo sistema per arginare la corsa di Covid-19. Tra le ipotesi quella di una "maxi zona arancione"Il 5 marzo scade anche lo stop alla riapertura degli impianti sciistici: cosa succederà? Un tasto dolente in Lombardia, dove il settore neve è stato messo in difficoltà dalla pandemia e dalla chiusure. Per molti, ormai, la stagione è finita.