Milano, 21 febbraio 2021 – Incassata la fiducia in Camera e Senato, il governo di Mario Draghi dovrà iniziare a prendere le prime decisioni. Tra le priorità l'emergenza Coronavirus, che preoccupa soprattutto per l'amplia e rapida diffusione della varianti. Venerdì c'è stato il monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità: i dati emersi hanno reso necessario il cambio di colore di alcune regioni: Campania, Emilia-Romagna e Molise retrocesse in arancione. La Lombardia è riuscita a mantenere la fascia gialla, così come l'Abruzzo ha evitato (per poco) il rosso. Mentre, ieri, si è tenuto un vertice dei presidenti delle Regioni: i governatori chiedono al nuovo esecutivo di rivedere “le regole e i criteri delle zone”, introdotte nel novembre scorso dal governo Conte, e “cambiare passo” sui vaccini. Sembra tramontata, quindi, l’ipotesi avanzata dal governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini di mettere tutta Italia in una sorta di lockdown soft (con regole da zona arancione) per qualche settimana per rallentare i contagi. 

Stop agli spostamenti (almeno) per un altro mese

Domani, lunedì 21 febbraio, il Consiglio dei ministri licenzierà il nuovo decreto legge per prorogare il divieto di spostamento tra Regioni che scade giovedì. L'appuntamento clou l'incontro,in serata, con i governatori. Il nuovo esecutivo sembrerebbe orientato sulla linea del massimo rigore. Secondo quanto trapela da fonti ministeriali si andrebbe verso una proroga di almeno trenta giorni alle limitazioni agli spostamenti legati all'emergenza. Anche se una decisione definitiva non è ancora stata presa. La prima ipotesi prevede una chiusura fino al 31 marzo. La seconda invece prevede una proroga dello stop di un mese, l'attuale blocco scade il 25 febbraio.

L'esecutivo dovrebbe approvare un nuovo provvedimento che estenda tutte le misure in vigore nel precedente decreto Covid che stabiliva "dal 16 al 25 febbraio 2021 sull'intero territorio nazionale" il divieto di "ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute" e consentendo in ogni modo "il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione". Il governo starebbe inoltre andando in direzione di una conferma delle disposizioni sugli spostamenti tra piccoli Comuni e della regola, per ora valida fino al 5 marzo, che consente di spostarsi verso un'altra abitazione privata massimo in due persone, con i figli minori di 14 anni. 

Sul tavolo, non solo la questione spostamenti, ma anche le altre restrizioni presenti nel decreto, che andrebbero modificate o rinnovate. "Dopo la riunione di ieri - in cui è stato fatto il punto sull'attuazione del sistema di regole per la gestione ed il contenimento della pandemia in vista dell'adozione del prossimo Dpcm - il Presidente Stefano Bonaccini ha trasmesso nel pomeriggio ai ministri Mariastella Gelmini e Roberto Speranza un documento contenente 'prime proposte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome'"  fa sapere in una nota Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. 

Il nuovo Dpcm

Subito dopo la questione spostamenti, il governo dovrà decidere quali restrizioni applicare a partire dal 5 marzo, data di scadenza del dpcm che regola il meccanismo dei colori. ieri, il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha annunciato che le Regioni “nelle prossime ore presenteranno al governo una piattaforma di proposte in vista del prossimo Dpcm, nella convinzione che occorra un deciso cambio di passo nella campagna vaccinale e per la ripresa economica. Anche per questo abbiamo chiesto al Governo un incontro urgente”. I governatori, ha aggiunto, hanno anche affrontato “le questioni che riguardano la revisione dell’attuale sistema di regole che definisce l’entrata e l’uscita dalle diverse zone. È necessaria una revisione ed una semplificazione con la contestuale revisione dei criteri e dei parametri di classificazione. Serve un respiro più lungo ed un’analisi approfondita dei luoghi e delle attività, anche in base ai dati di rischio già accertati”, ha spiegato Bonaccini. “Non solo. Occorre che le misure siano conosciute con congruo anticipo e tempestività dai cittadini e dalle imprese. Tutte le Regioni hanno poi richiesto che per i provvedimenti che introducono restrizioni particolari per singoli territori si attivino anche contestualmente gli indennizzi per le categorie coinvolte".

Ristoranti, palestre e cinema: cosa cambia dal 6 marzo

Maxi zona arancione? Favorevoli e contrari

Il governatore della Toscana Eugenio Giani si era detto d’accordo con la proposta del collega emiliano di un lockdown soft: “La gradualità delle restrizioni attraverso il sistema dei colori ha funzionato quando ci sono state fasi con forti differenziazioni fra territorio e territorio. Ora c’è una certa omogeneità” e la proposta di Bonaccini “è comprensibile”, ha spiegato a Tagadà su La7. Dello stesso parare anche Attilio Fontana. Contratio il presidente della Liguria Giovanni Toti:  “Dopo un anno di lockdown penso che cittadini e imprese si aspettino esattamente l’opposto“. A vertice concluso, il governatore ha addirittura proposto  “una zona gialla nazionale, che preveda maggiori aperture, come ad esempio sport, palestre e piscine, spettacolo, consentendo ai ristoranti di scegliere se aprire a pranzo o a cena”. D'accordo con lui Matteo Salvini. il leader della Lega ha chiesto di feramrsi “con gli annunci, gli allarmi e le paure preventive che hanno caratterizzato gli ultimi mesi, se ci sono zone più a rischio si intervenga in modo rapido e circoscritto“.

La nuova mappa dell'Italia

Fascia rossa: nessuna regione, ma Umbria e Provincia di Bolzano hanno già predisposto zone rosse a livello regionale.

Fascia arancione: Abruzzo, Liguria, PA Bolzano, PA Trento, Toscana, Umbria, Campania, Emilia Romagna e Molise.

Fascia gialla: Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle Aosta e Veneto.