Milano, 21 febbraio 2021 – Il conto alla rovescia è partito: il 5 marzo scadrà l'ultimo Dpcm in vigore e toccherà al nuovo governo Draghi prendere le decisioni per i prossimi mesi, ancora in piena emergenza Coronavirus. A preoccupare è l'aumento dei contagi, dell'indice Rt e la velocissima diffusione delle varianti Covid. Domani il Consiglio dei ministri licenzierà il nuovo decreto legge per prorogare fino al 5 o al 31 marzo il divieto di spostamento tra Regioni che scade giovedì.  L’appuntamento clou sarà oggi alle 19, quando sono stati convocati i governatori. All’ordine del giorno dell’incontro ci sono anche le nuove misure in vista della scadenza del Decreto per contenere l’aumento dei contagi provocato dall’arrivo delle varianti: il sistema dei colori delle regioni, il coprifuoco, l'orario di ristoranti e bar, l'apertura di palestre, piscine, cinema e teatri. 

Spostamenti tra regioni, verso la proroga: 5 o 31 marzo?

Viggiù in fascia rossaColori regioni

Un cambio di passo sulle norme che determinano i colori delle Regioni, per evitare i continui cambi, e che leghi le decisioni a parametri più oggettivi. Il tutto però senza abbassare la guardia perché le varianti corrono e impongono strette mirate ed immediate. Le Regioni chiedono questo al nuovo governo, vogliono una diga ai contagi che rischiano di aumentare progressivamente, ma anche misure che tengano conto dell'oggettiva realtà dei casi sul territorio. Ma sulla possibilità di una Italia tutta arancione, ovvero di restrizioni omogenee per l'intero territorio nazionale, si sono regsitrati dissensi all'interno della Conferenza delle Regioni. Sulla proposta avanzata ieri dal presidente Stefano Bonaccini concordano la Toscana, la Campania, la Lombardia, ma il vicepresidente della Conferenza Giovanni Toti, governatore ligure, ha espresso la sua contrarietà, seguito dal leader leghista Matteo Salvini. Al momento, sembra che il sistema regionale dei tre colori (rosso, arancione, giallo), a seconda delle fasce di rischio, resterà, ma l’idea del governo sarebbe quello di renderlo ‘più formale che sostanziale’. Si potrebbe cercare di agire soprattutto a livello provinciale e comunale, con le zone rosse che, dunque, scatterebbero qualora venissero riscontrati dei focolai. Un po' come accaduto negli ultimi giorni in Lombardia (Bollate, Castrezzato, Mede e Viggiù), in Umbria e Abruzzo.

Coprifuoco a Milano (Ansa)Coprifuoco

Dalle 22 alle 5 è vietato uscire dalla propria abitazione in zona gialla, nessuna eccezione per chi torna al proprio domicilio/residenza o è stato a cena a casa di amici e parenti non conviventi. Non esistono margini di tolleranza, per questo le Forze dell’ordine possono comminare la sanzione amministrativa prevista a chiunque sia in giro dopo le 22. La multa per chi esce senza un comprovato motivo va da 400 a 1.000 euro, elevabile fino alla metà in caso di più violazioni reiterate. Il 5 marzo il coprifuoco scade ed entro quella data il governo dovrà decidere se confermarlo o eliminarlo. 

Coprifuoco a Milano (Ansa)Ristoranti

Una questione molto importante riguarda la situazione dei ristoratori, che hanno visto crollare i fatturati e che invocano la possibilità di alzare le serrande a cena (fino alle 22) nelle zone gialle e, almeno a pranzo, in quelle arancioni. L'idea, che, stando alla voce di Coldiretti, salverebbe l'80% degli incassi dei ristoranti, è di farlo evitando code e servizio al banco, mantenendo l'obbligo della mascherina nei locali, distanziando di un metro tavoli e luoghi di passaggio e limitando a 4 le persone non conviventi che potrebbero sedere alla stessa mensa. La speranza è che dal 6 marzo si possa tornare a cenare nei locali. 

Un allenamento in palestra in una immagine d’archivioPalestre e piscine

Lezioni individuali in palestra e 10 metri quadrati per persona in piscina sono le regole principali stabilite dal Ministero dello Sport e accettate dal Comitato tecnico scientifico per permettere agli impianti sportivi di tornare ad accogliere gli appassionati dal 6 marzo. Gli scienziati del Cts, infatti, se da una parte vorrebbero allentare la morsa che attanaglia il mondo dello sport amatoriale, dall’altra sono preoccupati per le varianti del virus: "Si valuta con molta preoccupazione, in questa fase dell’epidemia sostenuta – hanno detto dal Cts qualche giorno fa  – il riscontro potenziale di aggregazioni tra persone all’interno degli impianti sportivi, soprattutto in ambienti chiusi e confinati. Ma si ritiene particolarmente importante il ritorno alla fruizione delle attività fisiche, soprattutto nei soggetti in età evolutiva e negli individui con patologie croniche e negli anziani, nei quali il benessere psico-fisico acquisisce una dimensione fondamentale sullo stato di salute". Fermo restando che gli impianti resteranno chiusi in zona rossa, la proposta del ministero è di immaginare una "riapertura scaglionata delle diverse ed eterogenee discipline sportive di base, improntata al principio di massima cautela". Entrando più nello specifico, "in zona arancione: oltre alle attività consentite nelle aree ‘zona rossa’ (sport individuali all’aperto, ndr), sono consentite nelle palestre, piscine e tensostrutture le attività sportive di base individuali, anche acquatiche, e le attività sportive dilettantistiche non di squadra o di contatto; sono inoltre consentiti gli allenamenti per le attività sportive di contatto e per gli sport di squadra esclusivamente se svolti in forma individuale, nel rispetto del distanziamento e del divieto di assembramento. Consentite le attività sportive e di danza indirizzata ai bambini in età scolare, in coerenza con l’apertura delle scuole". Nelle regioni gialle, invece, "oltre alle attività consentite nelle aree ‘zona rossa e zona arancione’, sono consentiti gli allenamenti per gli sport da contatto e di squadra dilettantistico e di base".

cinemaTeatri e cinema

Poche certezze cinema e teatri. La riapertura il 6 marzo è in fase di valutazione, ma è probabile che il divieto venga prorogato di ancora un mese. C'è molta preoccupazione nel mondo dello spettacolo.