L'assessore al Welfare Giulio Gallera
L'assessore al Welfare Giulio Gallera

Milano, 1 giugno 2020 - "Dal 3 giugno ci si muove liberamente fra le Regioni, poi alcune Regioni stanno riflettendo rispetto ai periodi di vacanza". Sono le parole dell'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera durante la trasmissione Mattinocinque.

"Non si può parlare di passaporto sanitario anche perché ricordiamoci che il test ematico sierologico riguarda soltanto una fotografia: se hai avuto una malattia - ha osservato -. Poi magari puoi ancora averla in corso, ma è un dato che racconta quello che tu sei stato, poi va approfondito con un tampone che è la fotografia di un momento. Se io faccio un tampone e poi salgo su un traghetto posso reinfettarmi in quel momento. Non c'è nessuno tipo di garanzia che può dare il test diagnostico o addirittura epidemiologico. Quindi il passaporto sanitario è uno strumento che non ha nessun fondamento come evidenziato dal Ministero e da tutti gli esperti". "Attrezzarsi per fornire un servizio sanitario - ha concluso Gallera - con ambulatori, con strutture in grado di accompagnare chi sta male e per potere verificare lo stato di salute questo è una la proposta di alcune Regioni. Vedremo come va".

"Atteggiamento incomprensibile della Grecia"

Gallera ha anche commentato la decisione della Grecia, che riapre anche all'Italia dal 15 giugno, ma obbliga al test chi arriva da Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto (se il test è negativo, il passeggero si dovrà mettere in auto quarantena per sette giorni; se il test è positivo, viene messo in quarantena sotto controllo per 14 giorni ndr): "Atteggiamento incomprensibile nel senso che in Europa abbiamo avuto nazioni che hanno avuto molti più contagi sia in termini assoluti, sia per abitanti". "La situazione peggiore è in Belgio in rapporto al numero di abitanti e di persone contagiate e ricoverate - ha rimarcato -. Vogliamo parlare della Spagna, della Francia, della Gran Bretagna? Che l'attenzione si appunti sul Nord Italia mi appare francamente un pò anacronistico". "Ancora una volta l'Europa invece dovrebbe dare una indicazione di unità - ha sottolineato Gallera - individuando al limite regole di garanzia comuni per tutti".

"Indicatori in miglioramento, giusto riaprire"

A Rtl 102.5, durante 'Non Stop News', l'assessore ha ricordato che da oggi in Lombardia riaprono piscine, circoli culturali e ricreativi, parchi tematici. "Tutti gli indicatori sono indicatori in miglioramento, sono scesi i numeri dei contagiati, i numeri di chi ha fatto accesso al pronto soccorso, delle terapie intensive, la situazione si e' andata a normalizzare e via via a migliorare. Per questo abbiamo ritenuto che fosse il momento di dar corso all'apertura di tutta una serie di attivita' con il rigido rispetto di protocolli che sono stati studiati in maniera meticolosa per evitare la diffusione del contagio".

"Niente magheggi nei dati"

Gallera ha spiegato che "oggi i tracciamenti e i tamponi in regione Lombardia vengono fatti in maniera molto tempestiva e molto approfondita".  Alla domanda circa eventuali magheggi sui dati, ha risposto: "Non ci sono magheggi nei dati perché c'è un sistema nazionale che è stato voluto e definito con un decreto del ministro della Salute e che porta tutte le Regioni a inviare dati che sono molto specifici, approfonditi e puntuali. E se l'Istituto superiore della Sanità evidenzia la correttezza delle Regioni e anche di Regione Lombardia vuol dire che ha fatto degli approfondimenti. E i nostri dati sono stati chiari e lineari sin dal primo giorno".

"Zangrillo? Serve prudenza, non è finito tutto"

Poi, facendo riferimento a quanto detto da direttore della terapia intensiva del San Raffaele di Milano Alberto Zangrillo, ovvero che "il Covid dal punto di vista clinico non esiste più", Gallera ha ribadito che "le cose vanno viste con grande prudenza, va dato un messaggio ai nostri cittadini che non e' finito tutto quello che abbiamo vissuto, il rischio che ritorni in maniera forte c'è".  "Noi abbiamo comunque quotidianamente - ha sottolineato l'assessore - alcune persone che si contagiano, oggi in maniera meno forte, molto meno aggressiva, riusciamo a gestirle a domicilio, stiamo intervenendo su chi ha solo 37.5 di febbre, quindi prendiamo immediatamente coloro che hanno qualche sintomo, pero' dobbiamo dare il messaggio che il mantenimento delle distanze, le mascherine, l'essere molto prudenti nelle attività è assolutamente necessario".

"Amarezza per critiche smodate a Regione Lombardia"

Sempre a Rtl 102.5, Gallera ha ammesso di provare "amarezza per gli attacchi e le critiche smodate che non tengono conto del grande lavoro fatto e delle difficoltà che abbiamo trovato". E ha spiegato: "Noi ci siamo trovati di fronte a qualcosa di inimmaginabile che ha travolto l'intero sistema con grande sofferenza e abbiamo fatto il massimo giorno per giorno e abbiamo provato a dare delle risposte di vita, di salute, provando a salvare piu' persone possibili. Io, i dirigenti dell'unita' di crisi, il Presidente Fontana, i nostri dirigenti ospedalieri, al meglio delle nostre competenze. In un momento drammatico senza che nessuno ci abbia dato il libretto delle istruzioni, poi ognuno puo' fare le valutazioni". 

"Abbiamo gestito una bomba atomica"

Gallera ha però voluto sottolineare che "Abbiamo avuto fior di esperti che dicevano tutto e il contrario di tutto nella stessa giornata". E ancora: "Abbiamo sempre agito al meglio delle nostre possibilità, arriverà il momento in cui si rifletterà su tutto a mente serena. Abbiamo sentito ingigantire qualunque cosa veniva fatta. Partiamo da un assioma che la scienza non ci ha dato un'indicazione chiara, precisa e puntuale su cui agire". "In Lombardia è esplosa una bomba che ha trovato tutti impreparati, il mondo occidentale è stato impreparato - ha sottolineato -. Ricordiamo le immagini di quello che è successo in altre nazioni che avevano già l'esempio di quello che era successo in Lombardia. In Spagna, Stati Uniti e Gran Bretagna. Abbiamo gestito una bomba atomica mettendo in campo tutte le nostre capacità per salvare la vita alle persone. Lasciamo che poi che la scienza e i tecnici approfondiscano quello che abbiamo fatto rimettendoci alla loro valutazione".

"Zone rosse? Nostro atteggiamento rigoroso"

E, a proposito di critiche, l'assessore al Welfare è tornato anche a parlare delle mancate zone rosse. "E' stata fatta una polemica assurda, noi abbiamo fatto cio' che doveva essere fatto, cioè informare e agire sugli organi competenti in maniera anche diretta nei confronti del Comitato tecnico scientifico, del Ministro, del Presidente del consiglio, perchè chi doveva assumere delle decisioni le assumesse. Il Governo ha poi deciso di traslare di qualche giorno e di fare una zona arancione su tutto il territorio regionale, il 7 veniva bloccato lo spostamento da un comune con l'altro".  Gallera ha concluso: "Noi abbiamo fatto ciò che dovevamo fare e siamo stati i primi e gli unici in maniera rigorosa, perchè ricordiamoci che in quei giorni c'erano molti amministratori locali che sminuivano, che dicevano che era poca roba, che non bisognava fare zone rosse, che bisognava far ripartire le città, gli unici che hanno avuto atteggiamento rigoroso da sempre a poche ore da quello che era successo e' stata Regione Lombardia. Che anche questo venga travisato eèparadossale".