Siae
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Basta acquistare un libro, un cd, dvd per imbattersi nel bollino SIAE. Non solo. Per ascoltare musica e riprodurla in eventi non privati o proiettare un film in pubblico serve l'autorizzazione della Società Italiana degli Autori ed Editori. Ma cos'è e cosa fa in concreto la Siae? E perché bisogna pagare ogni volta che, ad esempio, in un matrimonio o un 18esimo compleanno si passa il brano del proprio artista preferito per allietare una folla di amici festanti? Semplicemente perché il lavoro va pagato e la Società Italiana degli Autori ed Editori ha appunto il compito di assicurare agli associati (autori ed editori appunto) la remunerazione del loro lavoro. Gli autori e gli editori che detengono i diritti economici sulle loro opere possono affidarne la tutela alla SIAE, che raccoglie le somme spettanti per l'utilizzo dell'opera e le distribuisce agli associati. Ogni opera dell’ingegno è unica ed il proprio creatore vanta su di essa un diritto riconosciuto e protetto, non solo in Italia ma anche negli altri Paesi, da trattati internazionali, norme europee e ancor prima dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo: “Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica letteraria e artistica di cui egli sia autore” (art. 27). 

Cosa fa la Siae

La SIAE autorizza le utilizzazioni delle opere, riceve da chi le utilizza i compensi dovuti e li distribuisce agli aventi diritto, autori ed editori di tutti i generi artistici: musica, lirica, cinema, teatro, letteratura, arte visiva, radiotelevisione.Ogni anno la Siae rilascia oltre 1,2 milioni di licenze per l'utilizzo delle opere che tutela e raccoglie compensi per oltre 91.000 associati e mandanti.  Con il suo lavoro la società assicura anche interessi generali tutelati dalla stessa Costituzione italiana, tra cui la promozione della cultura, la libertà dell’arte, la protezione del lavoro intellettuale. Per questo è sottoposta alla vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero dell'Economia e delle Finanze e dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. La Siae però non riceve finanziamenti pubblici, diretti o indiretti da parte dello Stato. 

L'iscrizione alla Siae è obbligatoria?

La Commissione europea ha stabilito che un autore si può iscrivere alla collecting che vuole. In particolare, secondo la direttiva del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo, ogni autore può scegliere la società che preferisce, anche spacchettando i diritti. Nel 2016 il rapper milanese Fedez ha lasciato la SIAE per affidare allaSoundreef la raccolta dei suoi diritti di autore. Una scelta che ha fatto molto discutere. La società Soundreef, specializzata nella gestione dei diritti musicali, il 18 marzo 2016 è stata riconosciuta ufficialmente in Inghilterra per effettuare la raccolta dei diritti di autore.

Come funziona la remunerazione del diritto d'autore

Ogni opera dell’ingegno è frutto di un’attività intellettuale, che la legge tutela riconoscendo ad autori ed editori il diritto a un compenso per i vari tipi di utilizzazione. In pratica la SIAE agisce attraverso una rete capillare di uffici dislocati su tutto il territorio nazionale e rilascia ogni giorno migliaia di autorizzazioni. Discorso a parte per l’on line, dove la SIAE rilascia diversi tipi di licenze, per consentire agli operatori del web di diffondere le opere via Internet.

La storia

La "Società Italiana degli Autori" nasce a Milano il 23 aprile del 1882, costituita da un’assemblea di scrittori, musicisti, commediografi ed editori dell’epoca in un palazzo del centro della vecchia Milano, il palazzo Ponti (allora si chiamava Pullè), in via Brera n. 19. Del primo Consiglio Direttivo di quella che è l'attuale Siae facevano parte nomi storici della cultura e dell’arte italiana, da Giuseppe Verdi a Giosuè Carducci, da Francesco De Sanctis a Edmondo De Amicis. Allo storico Cesare Cantù fu conferita la carica di presidente onorario, mentre l’intellettuale Tullo Massarani fu il primo presidente effettivo. Il primo obiettivo dell'allora "Società per la tutela della proprietà letteraria ed artistica" fu quello di educare il pubblico sui principi giuridici e morali della protezione delle creazioni dell'ingegno. Dall'anno di fondazione, ha assunto nel corso del tempo diverse denominazioni, passando da Sia (Società Italiana degli Autori, dal 1882 al 1926) a Siae (Società Italiana degli Autori ed Editori, dal 1926 al 1942) fino a Eida (Ente Italiano per il Diritto d'Autore) per poi tornare al precedente acronimo Siae, dal 1945 ad oggi.

L'attacco hacker

La Siae è finita nel mirino degli  hacker, con un attacco è stato paralizzato il sistema informaticoDalle primr informazioni sembra che 60 GB di materiale -  numeri di passaporto, patenti di guida, documenti di pagamento, account bancari e carte di credito degli associati - sia finito sul dark web. I computer - a quanto si apprende - non sono stati bloccati, nessun server criptato con chiavi indecifrabili, ma i dati sono stati sottratti dai server. Il furto di dati è stato scoperto ieri e sono in corso le indagini per cercare di identificare gli autori che hanno già chiesto un "riscatto" per non diffondere i dati. Ma la Società ha già fatto sapere che non pagherà. Non è la prima volta che la Siae resta vittima di un attacco hacker. Nel  2018 si era verificato un altro episodio ed erano state intensificate le misure di sicurezza.