I rapporti virtuali avvenivano su una chat erotica
I rapporti virtuali avvenivano su una chat erotica

Termini Imerese (Palermo), 3 agosto 2021 - Faceva prostituire il figlio minorenne anche con un sacerdote. Un prete in provincia di Perugia e una donna di Termini Imerese (Palermo) sono stati arrestati dai carabinieri in base ad un'ordinanza del gip di palermitano. Secondo le indagini dei militari la donna avrebbe acconsentito, ricevendo denaro, che il figlio in chat avesse rapporti virtuali con il sacerdote. Entrambi sono accusati di prostituzione minorile. Il prete si trova in carcere, la donna ai domiciliari. Il figlio della donna sarebbe una delle vittime. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della compagnia di Termini Imerese.

Quattro vittime

A quanto è emerso finora, sono quattro i ragazzi ai quali il prete, che era originario di Caltavuturo (Palermo) ma che esercitava il ministero a San Feliciano, una frazione del comune di Magione, in provincia di Perugia, arrestato oggi avrebbe chiesto video e foto hard in cambio di soldi e regali. Sono tutti minori di Termini Imerese. Tra il gruppo di vittime si era sparsa la voce, raccontano le intercettazioni. E così prima ha iniziato un ragazzino di 17 anni, poi gli altri tre. Le indagini sono cominciate tra maggio, giugno e luglio del 2020. Ieri è stata eseguita l'ordinanza di arresto. In carcere per il prete, ai domiciliari per una mamma di una delle vittime. La donna, difesa dall'avvocato Giuseppe Minà di Termini Imerese, avrebbe saputo di quanto accadeva in chat tra il sacerdote e il figlio e non avrebbe fatto nulla per mettere fine alla prostituzione del ragazzo. La donna avrebbe anche saputo dei soldi che il sacerdote, difeso dall'avvocato Renato Vazzana, elargiva al ragazzino. "Il mio assistito è turbato per quanto successo - dice l'avvocato Vazzana - ma è sereno e domani, nel giorno dell'interrogatorio, risponderà al giudice. Il mio assistito respinge tutte le contestazioni". Al prete è contestata anche la detenzione di materiale pedopornografico. Domani mattina l'interrogatorio avverrà da remoto. Il prete nel carcere di Spoleto, la donna nella caserma dei carabinieri a Termini Imerese, i due assistiti dai rispettivi avvocati.

Le intercettazioni

E intanto emergono particolari raccapriccianti sulle abitudini del religioso, che faceva sesso virtuale con i minorenni, con videochiamate e chat, in cambio di pochi spiccioli. Una ricarica telefonica, una carta prepagata, un pacco di sigarette. Soldi presi dalle offerte dei fedeli in chiesa. E' quanto emerge dall'ordinanza firmata dal gip di Palermo Fabio Pilato, che descrive un "perverso modus operandi in totale spregio dei principi di etica e di religiosità che dovrebbero ispirare il suo comportamento". Sono decine le telefonate citate dal gip nell'ordinanza di custodia cautelare, visionata dall'Adnkronos, che ha portato in carcere il parroco. E ai domiciliari la madre 50enne di uno dei ragazzini minorenni, perfettamente consapevole, secondo l'accusa, dello scambio di sesso e soldi tra il figlio e il sacerdote. Anzi, come emerge da una intercettazione, è lei a chiedere al figlio di mandare un video al religioso di 63 anni

In una telefonata il prete "pur dimostrandosi compiaciuto del video a contenuto sessuale ricevuto" da un ragazzo di 17 anni, "ne pretende un secondo di identico contenuto dove è possibile vedere anche il volto del minore al momento dell'orgasmo". "Mandamene uno dove si vede il tuo volto mentre godi... che mi piace molto..", dice al ragazzino. "Dinanzi alla richiesta di danaro formulata dal ragazzo" il prete "risponde rammentando al suo giovane interlocutore che già in passato gli aveva mandato dei soldi". Ecco il dialogo tra i due: "Va bene...si vedrà...Poi ci dico...il regalino non lo deve fare? Non...non pretendo...se...se lo vuole fare...se non lo vuole fare...niente!", dice il ragazzo. "Eh ma quante volte ti devo fare sto regalino...una volta ti ho mandato pure i soldini...non hai fatto niente lo stesso...", risponde il religioso. "Mandami questo video come ti ho detto io...", insiste il prete. "Oppure fai un video in diretta...", gli dice ancora.  Un sacerdote "privo di poteri di autocontrollo" ed "in preda ai suoi impulsi". Scrive il gip del Tribunale di Palermo Fabio Pilato. Ecco alcuni stralci di intercettazioni: ""Cosa fareste tu e D. insieme a me?", chiede il parroco a un ragazzino. E lui: "Tu lo sai cosa faremmo". "Dimmelo". E ancora: "Tu da che parte vuoi stare?". Seguono altre frasi piene di volgarità. "Potreste fare cambio". "Una volta l'uno!", dice il ragazzino. "Va bene" risponde il prete".