Barista gioca 22mila euro di incassi sul Lotto dovuti allo Stato: “Ho perso tutto, anche la casa”. Ora rischia fino a 10 anni di carcere

Monza, in aula la drammatica testimonianza della donna, 50 anni: “Quando ho perso tutto mio marito mi ha lasciato e sono andata a vivere da mia figlia”

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Monza, 6 Marzo 2024 - Imputata di peculato per non avere versato allo Stato 22mila euro di introiti sul lotto giocato nella ricevitoria del suo bar, rischia la condanna da 4 a 10 anni di reclusione. Ma potrebbe essere assolta se la perizia psichiatrica confermerà che la ludopatia di cui soffre l'ha resa totalmente incapace di volere. Protagonista una 50enne cinese residente in Brianza, che oggi si è presentata al processo al Tribunale di Monza.

"Giocavo tutto il giorno – ha ammesso la donna –. Speravo giocando di coprire le perdite. Poi dovevo chiedere a mio marito i soldi per pagare le spese e mi avrà dato oltre 20mila euro. In 10 anni ho speso tanto, ho venduto anche la casa. Ho chiuso il bar, mio marito mi ha lasciato, sono andata a vivere da mia figlia grande, poi sono andata in Cina dove non c'è il gioco d'azzardo. Ora che sono tornata vivo con il mio ex e le altre figlie e non gioco più perché non ho più soldi. Seguo le ragazze, le porto e le vado a prendere a scuola e al bar del mio ex, lavoro soltanto un'oretta al massimo quando ha bisogno ma solo se lui è presente".

Per uscire dalla ludopatia la 50enne si è rivolta ad un centro contro le dipendenze. Secondo la psicologa che l'aveva in cura la ludopatia di cui soffre l'imputata ha ridotto la sua capacità di azione. Ma per averne la certezza serve il verdetto di una perizia psichiatrica, che dovrà concludere se la 50enne è da ritenere incapace di volere al momento dei fatti contestati. Se l'eventuale incapacità dovesse risultare totale, si andrebbe incontro ad un'assoluzione per infermità mentale, se dovesse essere ritenuta parziale l'imputata avrà diritto ad uno sconto sulla pena della condanna. Ad aprile i giudici nomineranno il perito e anche un interprete in lingua cinese per sottoporsi all'accertamento psichiatrico.