ANDREA GIANNI
Cronaca

Pedofilia e sacerdoti orchi, in Lombardia il primato degli abusi sui minori

Negli ultimi anni in regione denunciati 69 casi e 30 preti condannati in via definitiva

Pedofilia (foto di  repertorio)

Pedofilia (foto di repertorio)

Milano, 1 febbraio 2023 - La Lombardia è al primo posto, tra le regioni italiane, per presunti abusi sessuali su minorenni commessi da sacerdoti. E' quanto emerge da un report realizzato da Rete L'Abuso, associazione che sostiene le vittime di violenze, sulla base delle segnalazioni raccolte negli ultimi 15 anni. In Lombardia, secondo l'associazione che chiede l'apertura di una commissione d'inchiesta sul fenomeno, si sono registrati in tutto 69 casi, nell'arco temporale di riferimento. I sacerdoti condannati in via definitiva in Lombardia sono 30. Altri 24 episodi sono stati denunciati, sono al centro di procedimenti in corso o sono stati archiviati per effetto della prescrizione. Altri 15 casi censiti dall'osservatorio sono stati segnalati all'associazione ma non sono sfociati, per una scelta delle vittime, in formali denunce.

"Il report - si legge nel documento che verrà inviato anche alle Procure - è da considerarsi in difetto rispetto alla reale portata del fenomeno. I dati si riferiscono unicamente a sacerdoti e non comprendono l’indotto (catechisti, educatori, animatori e laici in generale) e tutti i casi conteggiati sono riconducibili unicamente ad abusi sessuali a danno di minori". L'obiettivo del report è quello di "fornire in assenza di dati governativi un quadro di consapevolezza più ampio, spiegando perché il problema endemico dei sacerdoti pedofili, in Italia sia particolarmente allarmante rispetto agli altri paesi, non solo nell’area dell’Unione Europea".

La Lombardia, regione più popolosa d'Italia, registra il doppio dei casi di un territorio come la Campania, dove sono 34 gli episodi riportati fra condanne, denunce e segnalazioni. Nel Lazio, invece, i casi sono 29. Numeri più bassi anche in Emilia Romagna (19), Toscana (25), Sicilia (39) e Piemonte (37). Nella Città del Vaticano, invece, si registrano due episodi.

In tutto sono 418 i casi censiti nelle diocesi italiane, 166 i sacerdoti attualmente denunciati, indagati, in attesa di giudizio o "salvati dalla prescrizione". Altri 164 sacerdoti, invece, sono stati condannati in via definitiva negli ultimi 15 anni.

L'associazione, fondata da Francesco Zanardi, attraverso una proiezione basata su indagini effettuate in Francia dalla commissione Ciase stima in Italia "29.260 potenziali vittime". Anche l'autorità ecclesiastica aveva condotto un'indagine sul fenomeno, presentata lo scorso 17 novembre. Nel 2020 e nel 2021 erano state registrate 89 segnalazioni di pedofilia e abusi sessuali pervenute ai centri di ascolto della Cei, la Conferenza Episcopale Italiana, con l'82% delle vittime sotto i 18 anni. "Questi casi  provengono da soli 30 centri di ascolto - spiega Zanardi - sono esclusi i dati provenienti dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, quelli della magistratura e i nostri". Gli sportelli diocesani "non prevedono alcun programma o indennizzo ripartivo verso le vittime, cosa che invece dovrebbe essere al primo posto" e "quando i casi emergono, vengono insabbiati o comprato il silenzio con accordi col vincolo della riservatezza, e i sacerdoti trasferiti sistematicamente in un’altra parrocchia".