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30 mag 2022

Morto lo scrittore Boris Pahor, aveva 108 anni: raccontò le deportazioni nei lager nazisti

Nato a Trieste, è considerato il più importante autore sloveno con cittadinanza italiana

30 mag 2022
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Boris Pahor
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Boris Pahor

Trieste, 30 maggio 2022 - Il grande scrittore e intellettuale di lingua slovena di Trieste, Boris Pahor, è morto all'età di 108 anni. Nato a Trieste nel 1913, Pahor è considerato il più importante scrittore sloveno con cittadinanza italiana e una delle voci più significative della tragedia della deportazione nei lager nazisti. La raccontò in Necropoli, ma scrisse anche delle discriminazioni contro la minoranza slovena a Trieste durante il regime fascista. L'intellettuale, testimone in prima persona delle tragedie del Novecento, ha scritto una trentina di libri tradotti in decine di lingue.

La terribile esperienza vissuta nei campi di Natzweiler, Markirch, Dachau, Nordhausen, Harzungen e Bergen-Belsen, nel 1967 condurrà Pahor a scrivere il suo testo più celebre, 'Necropoli', con cui solamente in età avanzata diventerà famoso in Italia. Tradotto in molte lingue, il suo capolavoro infatti arriva tardi in Italia, appena nel 1997, trent'anni dopo la sua prima edizione originale. Tra le altre sue opere più celebri vanno ricordate 'Il rogo nel porto', 'Qui e' proibito parlare' e 'Piazza Oberdan' tutti volumi che narrano la condizione degli sloveni in Italia durante il Ventennio fascista e che hanno contribuito a rendere giustizia alla stessa comunità e a restituire dignita' ad una storia dimenticata. Durante la sua vita Pahor è stato decorato della Legion d'honneur francese e del cavalierato dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana, oltre alla piu' alta onorificenza della Repubblica di Slovenia. 

A sette anni assisté all'incendio del Narodni dom (Casa del Popolo), sede centrale delle organizzazioni della comunità slovena di Trieste. L'esperienza, che lo segnò per tutta la vita, affiora spesso nei suoi romanzi e racconti. Pahor visse drammaticamente il trauma della negazione forzata dell'identità slovena, attuata dal regime fascista. In un contesto triestino caratterizzato da aspre lotte politiche, Pahor aderì a numerose imprese culturali dell'associazionismo sloveno, cattolico e non-comunista. Ebbe ruoli di rilievo in varie riviste slovene ("Razgledi", "Tokovi", "Sidro"); nel 1948 fu pubblicata una sua prima raccolta di prose brevi, Moj tržaški naslov ("Il mio indirizzo triestino").

Nell'ottobre 1952 sposò la scrittrice e traduttrice Franciška Radoslava Premrl (1921-2009), da cui ebbe due figli. Nel 1953 iniziò a insegnare regolarmente letteratura slovena alle scuole medie inferiori; in seguito insegnò anche letteratura italiana, successivamente, e fino al 1975, insegnò nelle scuole superiori con lingua d'insegnamento slovena a Trieste. Dal 1996 fino al 1991 fu direttore ed editore della rivista triestina Zaliv (Golfo) che si occupava, oltre che di temi strettamente letterari, anche di questioni di attualità.

 

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