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21 giu 2022

Maturità per 64mila, in Lombardia oltre duemila non ammessi

Fuori all’ultimo miglio il 3,5% degli studenti, come lo scorso anno. Ma il numero non comprende chi ha deciso di abbandonare gli studi

21 giu 2022
simona ballatore
Cronaca
Gli studenti affrontano la prova di Italiano al liceo Cavour, Torino, 20 giugno 2018 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO
Esame di maturità
Gli studenti affrontano la prova di Italiano al liceo Cavour, Torino, 20 giugno 2018 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO
Esame di maturità

Milano - ​Dopo due annate senza scritti, ma con l’orale "rafforzato", 64.379 studenti oggi saranno alle prese con i fogli protocollo e i dizionari per la classica prima prova, il tema; 2.354 compagni si sono fermati all’ultimo miglio. Almeno sulla carta.

Perché tra i non ammessi c’è chi ha accumulato assenze su assenze: si è auto-escluso. Un dato in linea con lo scorso anno quando - dopo la “sanatoria“ della prima maturità in tempi di Covid - il 3,5% dei ragazzi di quinta si era fermato al via. Dato che però andrà analizzato bene, a bocce ferme, per capire quanto incida il fenomeno dell’abbandono scolastico anche fra quanti sono a un passo dal diploma. Più alta la percentuale dei non ammessi a Milano e provincia: 19.609 i maturandi, 856 i ragazzi che dovranno ripartire dalla quinta (il 4% oggi mancherà). Ci sono però nove anticipatari per merito, che tenteranno di raggiungere il traguardo un anno prima, e 946 candidati esterni.

Il numero di ammessi in Lombardia è in linea col dato nazionale: ha ottenuto l’ammissione il 96,2% in Italia, il 96,5% in regione. La percentuale più alta di non ammessi è in Sardegna (l’8,3%, segue la Liguria al 5,5%). Si distingue il Veneto dove solo il 2,8% dei candidati di quinta si ferma alla vigilia degli esami. La macchina della maturità è ormai avviata per 1.875 commissioni lombarde. Le nomine si sono chiuse il 15 giugno, con non poche fatiche visto che il numero di presidenti-volontari non era sufficiente a coprire le necessità. A Milano, su 599 presidenze, sono state nominate pure 40 doppie presidenze: i presidenti hanno quattro classi anziché due. Per evitare di chiudere gli esami a fine luglio - creando difficoltà soprattutto agli studenti in partenza per università oltre confine - in alcuni casi (per le classi più numerose) si è studiato un doppio turno.

Intanto gli uffici lavorano no-stop per un altro tema classico, aggravato dai contagi da Covid-19, non ancora archiviati: le sostituzioni last minute dei presidenti (55 ad oggi a Milano, solo tra i presidenti, a volte all’interno della stessa commissione). Si entra nel vivo questa mattina con l’unica prova veramente nazionale e identica da Nord a Sud: sette le tracce che i candidati troveranno nella busta. Domani la seconda prova scritta quest’anno diversa non solo in base all’indirizzo di studio ma da commissione a commissione.

Variabile che ha creato non pochi mal di pancia ai docenti al termine dell’assemblea plenaria di lunedì. È vero che i singoli istituti potranno tenere conto così "di quanto effettivamente svolto dai ragazzi durante l’anno scolastico, anche in considerazione dell’emergenza pandemica", come ricorda il ministero, ma c’è chi teme - anche all’interno della stessa scuola - da un lato commissioni troppo morbide e dall’altro commissioni rigorose, che terranno gli argomenti in cassaforte fino al mattino.

 

 

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