Folla sui navigli a Milano
Folla sui navigli a Milano

Milano, 18 febbraio 2021 - C'è attesa per la comunicazione dei dati sull'andamento delle curve epidemiologiche da parte delle Regioni, sulla base delle quali domani, venerdì 19, sentiti gli esperti del Comitato tecnico scientifico, il governo Draghi deciderà gli eventuali cambi di colore delle zone. Occhi puntati su sei regioni, Lombardia in primis, dove in quattro Comuni sono già scattate micro-zone rosse, con lockdown circoscritti nel tentativo di frenare la corsa del virus.

Sul filo fra giallo e arancione

Al momento la regione oscillerebbe fra la permanenza nell'attuale zona gialla (che, fra l'altro, consente l'apertura dei locali pubblici fino alle 18) e l'ingresso in zona arancione, con stop al servizio ai tavoli e il via libera solo all'asporto e le consegne a domicilio. Al Pirellone c'è cautela, ma si spera di restare in giallo. Circola una bozza con i nuovi dati: l'Rt sarebbe ancora sotto l'1, seppur di poco. I casi, nella sostanza, sono in aumento, ma senza balzi marcati. Restando ai numeri assoluti la settimana è stata segnata da un aumento dei nuovi casi che è passato da 11.946 a 13.714. Ci sono però anche segnali in "controtendenza", come un'analisi del Politecnico che parla della fatidica soglia dell'1 sorprassata, oltre alla comparsa delle varianti (l'ultima, la scozzese, è stata isolata dai ricercatori dell'ospedale di Circolo di Varese a Viggiù), nuovo motivo di preoccupazione che ha portato alle quattro zone rosse di Bollate, Castrezzato, Mede e Viggiù. Insomma, sarà questione di decimali, con l'inevitabile corredo di polemiche e giustificate richieste di aiuto da parte del settore bar-ristorazione in caso di una nuova scivolata in arancione. Il governatore Attilio Fontana, intanto, ieri sera ha lanciato un appello al Cts, perché le decisioni sul colore delle zone vengano anticipata di un paio di giorni.

I correttivi del governo 

Intanto il governo Draghi potrebbe apportare qualche modifica all'approccio sull'applicazione di misure restrittive per contenere il contagio. Nel fine settimana il premier Mario Draghi vedrà il ministro della Salute Roberto Speranza e il ministro degli Affari regionali Mariastella Gelmini per fare il punto sull'andamento della pandemia in Italia e per valutare gli eventuali correttivi. Potrebbe essere cambiato proprio il sistema di divisione in zone colorate per garantire una maggiore aderenza ai dati più attuali, così come si potrebbe decidere di calcolare l'incidenza sui 100mila abitanti. Su questo fronte, però, ci sarà da convincere i governatori delle regioni. Ma chi potrebbe diventare arancione, al di là del caso Lombardia? Dovrebbero cambiare fascia Lazio, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche e Piemonte. Rischiano anche Basilicata, Liguria, Molise, Umbria e provincia autonoma di Trento. L'Abruzzo potrebbe finire in zona rossa, con un indice Rt che si avvicina pericolosamente a 1,25. 

Cts verso la "riforma"

Zone a parte, ora il nuovo governo dovrà affrontare anche la questione del riassetto del Cts e l'istituzione di una cabina di regia di ministri che valuterà i nuovi provvedimenti confrontandosi con tutto l'Esecutivo, ma sarà anche l'unica deputata a raccogliere le indicazioni di tecnici e scienziati. L'intenzione è quella di evitare inutili sovrapposizioni di voci che in qualche modo possano "destabilizzare" le regioni, come avvenuto spesso in passato. Ma non solo. La cabina avrà il compito di predisporre i provvedimenti pensando allo stesso tempo al tema economico. Per ogni chiusura dovranno essere predisposti immediati ristori. Da decidere ancora quale strumento utilizzare, se il più volte "contestato" Dpcm (quello oggi in vigore scade il 5 marzo) o il più 'tradizionalè decreto, come quello che vieta lo spostamento tra le regioni la cui efficacia cesserà giovedì prossimo. Un provvedimento che, quasi certamente, sarà prorogato.