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7 mag 2022

Camerieri, badanti, addetti alle pulizie: quando il lavoro finisce in contenzioso

In un anno 4.601 vertenze, oltre la metà nel terziario e nei servizi. In calo le procedure fallimentari

La badante era "fantasma"
Una badante

Milano -  Più di vertenza su due in Lombardia investe il terziario. "Ristorazione, turismo, servizi alla persone e imprese di pulizie", precisano dagli uffici della Cisl. Sono questi i settori dove i diritti dei lavoratori sono più a rischio. Nel 2021, gli oltre cinquanta operatori del sindacato impegnati nei contenziosi, distribuiti in tutte le province della regione, hanno seguito 4.601 vertenze e 2.751 procedure fallimentari, per un totale di oltre 30 milioni di euro recuperate per i lavoratori. "Un dato – fanno sapere dagli Uffici vertenze della Cisl Lombardia – leggermente superiore a quello dell’anno precedente".

Dal 2015 , dopo sette anni segnati dalla crisi economica scaturita nel 2008 dalla bolla dei mutui subprime (i finanziamenti senza coperture) che ha innescato in Europa un lungo periodo di recessione, i fallimenti delle imprese sono diminuiti. Secondo gli uffici vertenze della Cisl, nel biennio 2019-2020 le sentenze emesse dai tribunali della Lombardia sono diminuite del 20%. Il blocco dei licenziamenti, deciso dal Governo per limitare gli effetti della crisi economica provocata dalla diffusione del Covid, ha limitato anche i contenzioni per la conclusione dei rapporti di lavoro, rafforzando un trend favorito "anche da una legislazione che ha liberalizzato la contrattazione a termine e ridotto le tutele".

Nel 2021 , più della metà delle vertenze ha riguardato il recupero crediti: 2.647 casi, il 57,5% del totale. A seguire le conciliazioni (632 casi), le opposizioni al licenziamento (553), il controllo delle buste paga (292), i contratti irregolari (157), il risarcimento danni (134), i provvedimenti disciplinari (63) e le violazioni di norme contrattuali (17). Il settore che concentra il maggior numero di contenziosi in Lombardia è il terziario, con 2.253 vertenze (il 51%).

Un’incidenza ancora più significativa in relazione al tessuto economico della regione. Nei 1.506 comuni lombardi, infatti, l’industria è nel 62,4% la prima fonte di ricchezza dei centri lombardi, come certifica l’ultimo rapporto Anci sullo stato dei comuni della regione. Se in Itali a il settore primario (agricoltura e attività estrattiva) pesa il 60,2%, quello secondario (industria) il 30,3%, il terziario (servizi e turismo) il 9,5%, la Lombardia è invece una regione a forte vocazione manifatturiera: solo il 29% dei comuni è agricolo e l’8,7% specializzato nei servizi e nel turismo. Eppure soltanto il 19% delle vertenze (861 casi) investe il settore metalmeccanico, a fronte della presenza di numerose aziende artigiane. A seguire l’edilizia (420 casi, il 9% dei contenziosi totali) e i trasporti (369, l’8%).

La Città metropolitana di Milano è l’area dove si concentrano più vertenze: 1.079 nel 2021. Sia per dimensioni e numero di popolazione occupata, sia – spiegano dagli uffici regionali della Cisl – "per la forte presenza di terziario e servizi, maggiormente radicati rispetto ad altri territori della regione". Il capoluogo e l’hinterland cedono invece il primato a Bergamo per quanto riguarda le procedure fallimentari: 811 negli ultimo dodici mesi. Uno su cinque di quelle seguite complessivamente in Lombardia nel 2021.

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