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15 feb 2022

Intelligenza artificiale, Elon Musk "impianta microchip nel cervello di scimmie". Bufera

Il multimiliardario americano nell'occhio del ciclone per le sperimentazioni che infliggerebbe atroci sofferenze agli animali nella sua azienda Neuralink

epa08855468 SpaceX owner and Tesla CEO Elon Musk poses after arriving on the red carpet for the Axel Springer award, in Berlin, Germany, 01 December 2020.  EPA/HANNIBAL HANSCHKE / POOL
Elon Musk (Ansa)

New York, 15 febbraio 2022 - Microchip impiantati nel cervello delle scimmie per gli esperimenti e la ricerca nell'ambito dello sviluppo dell'intelligenza artificiale. Una pratica che infliggerebbe atroci sofferenze a questi animali e per la quale gli animalisti attaccano pesantemente Elon Musk, il multimiliardario americano patron di Tesla e pioniere dei viaggi privati nello Spazio.

E' bufera su Elon Musk. Dopo anni di battaglia con le cassandre di Wall Street, il miliardario visionario si trova ora a fare i conti con gli animalisti che lo accusano di infliggere una "sofferenza estrema" alle scimmie usate nei suoi "brutali esperimenti" che prevedono anche "l'altamente invasivo inserimento di chip nel cervello" .

Le accuse

A puntare il dito contro Neuralink, la società di Musk specializzata in neurotecnologie e intelligenza artificiale, è il Physician Committee for Responsible Medicine, un gruppo di attivisti che si oppone ai test sugli animali, secondo il quale l'azienda ha violato le leggi federali che li tutelano negli esperimenti.

La denuncia in Tribunale

Nei documenti depositati in tribunale, l'associazione presenta alcuni casi specifici. Uno riguarda una scimmia con dita mancanti per "auto mutilazione o trauma" e successivamente soppressa. Altri esempi riguardano invece infezioni del sangue ed emorragie cerebrali dopo l'inserimento dei chip Neuralink nei loro cervelli. "Francamente stanno mutilando e uccidendo animali", afferma senza giri di parole il Physician Committee for Responsible Medicine.

La difesa di Musk

Neuralink si difende dalle accuse. Senza negare la morte di scimmie durante gli esperimenti, la società spiega che "tutti i nuovi dispositivi medici e le cure devono essere testate sugli animali prima di poter essere eticamente sperimentate sugli esseri umani. Noi siamo impegnati a lavorare con gli animali nel modo più umano ed etico possibile e non vediamo l'ora che arrivi il giorno in cui gli animali non saranno più necessari per la ricerca medica". Neuralink quindi mette in evidenza come l'utilizzo di ogni animale è attentamente pianificato per centrare un equilibrio fra la scoperta scientifica e l'etica, e come molti esperimenti sono condotti su cadaveri di animali.

L'intelligenza artificiale: gli obiettivi

I test sulle scimmie con l'inserimento di chip sono condotti con l'obiettivo di entrare nel cervello umano, in quello che è un nuovo target ambizioso per Musk dopo la rivoluzione lanciata nei pannelli solari, nelle auto elettriche, nei razzi spaziali e con l'Hyperloop. Con Neuralink il miliardario visionario lavora a collegare direttamente il cervello a una macchina o a un dispositivo, con sviluppi potenziali enormi nel campo sanitario. Una sfida enorme che vede i riflettori puntati su Musk, abituato a sorprendere i più come dimostrato con Tesla e SpaceX.

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