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25 gen 2022

Covid Francia, record di morti. L'Oms: "Non è finita"

Italia in controtendenza ma l'Organizzazione mondiale della sanità avverte: "Temiamo altre varianti"

Un ospedale francese
Un ospedale francese

Il Covid ha ucciso 393 persone in 24 ore negli ospedali di Francia, per un totale di 129.022 morti dall'inizio della pandemia, nella primavera 2020. Si tratta del record di decessi quotidiani registrati nell'ultima ondata di contagi che colpisce il Paese da inizio novembre. L'ultimo dato più elevato era stato di 298 morti in 24 ore, una settimana fa. Secondo le cifre pubblicate ieri da Santé Publique France, sono 108.481 le persone risultate positive ai test anti-
Covid nelle ultime 24 ore. La Francia è attualmente il Paese d'Europa, escludendo i micro-Stati, con l'incidenza più elevata, 3.733 casi per 100mila abitanti. Anche in Germania si è toccato il picco dei 126.955 i nuovi contagi: una settimana fa erano 74.405. I casi di decessi sono 214, contro i 193 di una settimana fa. L'incidenza per 100mila abitanti su sette giorni è salita oggi a 894,3 dagli 840,3 casi di ieri e i 553,2 di una settimana fa.

In Italia invece i contagi e ricoveri sono in calo con gli esperti che confermano come la variante Omicron abbia raggiunto il plateau ma l'Oms raccomanda di continuare a tenere alta l'attenzione. Esistono "diversi scenari su come potrebbe andare la pandemia e su come potrebbe finire la fase acuta, ma è pericoloso presumere che Omicron sarà l'ultima variante o che siamo alla fine dei giochi. Al contrario, a livello globale le condizioni sono ideali per l'emergere di più varianti". E' il monito lanciato dal direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel suo discorso ieri sera alla 150esima sessione dell'Executive Board dell'
Oms. "Per cambiare il corso della pandemia, dobbiamo cambiare le condizioni che la stanno guidando. Riconosciamo che tutti sono stanchi di questa pandemia - ha osservato - che le persone sono stanche delle restrizioni ai movimenti, ai viaggi e alle altre libertà; che le economie e le imprese stanno soffrendo; che molti governi stanno camminando su un filo, cercando di bilanciare ciò che è efficace" contro il virus "con ciò che è accettabile" per la società. "Ogni Paese si trova in una situazione unica e deve tracciare una via d'uscita dalla fase acuta della pandemia con un approccio attento e graduale", ha esortato pur riconoscendo che "non ci sono risposte facili".  

 

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