Emergenza coronavirus
Emergenza coronavirus

Milano, 24 giugno 2020 - Sostanzialmente stabile il quadro dell'emergenza Covid, stando ai dati forniti oggi dalla Regione. In Lombardia oggi si sono registrati 88 nuovi casi di coronavirus, di cui 17 a seguito di test sierologico, con 7 nuovi decessu. In totale, dall'inizio dell'epidemia, i contagi sono 93.261, mentre i decessi 16.586. I tamponi effettuati sono stati 9.099 (in totale 980.820), con un rapporto odierno rispetto ai positivi dello 0,97%. I guariti/dimessi sono 758 (totale a 64.448), mentre gli attualmente positivi 12.227 (-677). "I dati di oggi - ha commentato l'assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera - si qualificano per un ulteriore, sensibile calo dei pazienti ricoverati nei reparti di degenza dei nostri ospedali che si attestano a quota 692 (218 in meno di ieri). I pazienti in terapia intensiva sono 48, 3 in meno rispetto all'ultima rilevazione. I nuovi casi positivi sono 88, 17 dei quali sono determinati da positività al test sierologico. La nuova catalogazione dei positivi introdotta dal Ministero della Salute, che prevede una distinzione fra i casi identificati a seguito di attività di screening e quelli dovuti a sospetto diagnostico, va proprio nella direzione delle richieste formulate nei giorni scorsi da Regione Lombardia all'Istituto Superiore di Sanità e confortate dalle indicazioni della Comunità scientifica". Ieri, a fronte di 6.986 tamponi, si erano registrati 62 casi positivi e 6 decessi, con un rapporto tamponi/positivi allo 0,88%. 

Il riepilogo dei dati di mercoledì 24 giugno

I dati delle province

I casi per provincia con la differenza rispetto a ieri Milano 24.239 (+29) di cui 10.321 (+17) a Milano città. Bergamo 14.192 (+15, Brescia 15.519 (+14), 
Como 4.070 (+2), Cremona 6.590 (+3), Lecco 2.820 (+2), Lodi 3.565 (+6), Mantova 3.457 (+10), Monza e Brianza 5.741 (+1), Pavia 5.549 (+3), Sondrio 1.569 (=), Varese 3.877 (=) e 2.073 in fase di verifica. 

I dati delle province di mercoledì 24 giugno

La lettera degli scienziati: "Carica virale molto bassa"

Dieci scienziati - Matteo Bassetti, Arnaldo Caruso del Civile di Brescia, Massimo Clementi e Alberto Zangrillo del San Raffaele, Luca Lorini del Papa Giovanni, Luciano Gattinoni, Donato Greco, Giorgio Palù, Roberto Rigoli dell’ospedale di Treviso e Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri - hanno firmato una lettera per descrivere la situazione del virus in Italia, oggi. "Evidenze cliniche non equivoche da tempo segnalano una marcata riduzione dei casi di Covid19 con sintomatologia - scrivono infettivologi, virologi, anestesisti, epidemiologi -. Il ricorso all’ospedalizzazione per sintomi ascrivibili all’infezione virale è un fenomeno ormai raro e relativo a pazienti asintomatici o paucisintomatici. Le evidenze virologiche, in totale parallelismo, hanno mostrato un costante incremento di casi con bassa o molto bassa carica virale. Sono in corso studi utili a spiegarne la ragione. Al momento la comunità scientifica internazionale si sta interrogando sulla reale capacità di questi soggetti, paucisintomatici e asintomatici, di trasmettere l’infezione".

Lockdown e polveri sottili

Contrariamente a quanto ci si aspettava i dati sull'inquinamento nel periodo del lockdown non hanno registrato un crollo delle polveri sottili in Lombardia. E' quanto emerge dall'analisi dei dati su mobilità e inquinamento atmosferico presi in esame da marzo a maggio, presentata durante una diretta Facebook dall'assessore lombardo all'Ambiente Raffaele Cattaneo. 

Coronavirus, a Niguarda nessun caso grave da tre settimane 

Nel reparto 'Corona-5' dell'ospedale Niguarda di Milano sono rimasti due pazienti. "Quasi Covid-free: da tre settimane non vediamo più persone con problemi respiratori. Abbiamo due positivi non gravi, e altri due pazienti, ora negativi, entrati per Covid, che stanno guarendo". Lo racconta Roberto
Fumagalli, direttore del dipartimento di Anestesia
e rianimazione dell'ospedale milanese e professore all'università Bicocca, ricordando che "a marzo-aprile arrivavano ogni giorno 4-5 persone con insufficienza respiratoria acuta da Covid, una condizione potenzialmente letale. Nel momento peggiore abbiamo avuto 74 pazienti intubati".

Mascherina all'aperto: attesa per la decisione

Mancano pochi giorni allo scadere dell'ordinanza regionale che ha prorogato in tutta la Lombardia fino al 30 giugno l'obbligo di usare mascherina - o meglio di proteggere naso e bocca (quindi usando anche indumenti) - anche all'aperto. La misura era scattata in piena emergenza sanitaria Covid: il 4 aprile il governatore Attilio Fontana aveva infatti firmato la prima ordinanza che prevedeva l'obbligo uscendo dalla propria abitazione di coprire naso e bocca "per proteggere se stessi e gli altri". La misura è entrata in vigore, il 5 aprile, e da quel giorno i lombardi hanno iniziato la loro convivenza con il dispositivo. Dopo i primi giorni in cui reperire le mascherine non è stato propriamente semplice, nel corso delle settimane l'uso si è ampiamente diffuso, ed è diventato parte integrante delle abitudini dei cittadini. Nei prossimi giorni è attesa la decisione.  

L'appello: vaccino prioritario per pazienti oncologici

Durante la pandemia di Covid-19 i malati di cancro al polmone hanno avuto meno accesso alle terapie intensive (8,3%) rispetto agli altri pazienti oncologici (26%), con una mortalità molto più alta: 35%, rispetto al 13% dei malati con neoplasie diverse. Lo rilevano i dati del primo studio internazionale sugli effetti del coronavirus nei pazienti con tumore toracico, pubblicato su ‘Lancet Oncology’.  Sulla base dei risultati W4O Italy lancia "un appello a tutti i governi: inserire i malati di carcinoma polmonare, insieme alle altre categorie fragili, tra coloro che riceveranno per primi il vaccino anti-Covid non appena sarà reso disponibile".

A Monza test e tampone gratuito in contemporanea

Il test sierologico e il tampone sono eseguiti contemporaneamente, il risultato del test viene dato entro massimo 48 ore e solo se è positivo fa partire l’analisi del tampone il cui esito arriva subito dopo. Quindi, rispetto all’esecuzione del solo test sierologico, non c’è il timore per chi dovesse risultare positivo di restare bloccato in quarantena in attesa di poter fare il tampone e averne l’esito. È questo il sistema di screening di “Monza Consapevole“, il progetto di ricerca e verifica dei contagi da coronavirus avviato in città a inizio settimana e il primo in Italia ad applicare in modo allargato, su un campione previsto di 8mila persone, il doppio controllo assieme: prima la verifica col sierologico per vedere se si è venuti in contatto con il virus e, se positivo, subito dopo quella col tampone per sapere se il contagio è ancora in corso. Il progetto nasce dall’iniziativa delle famiglie monzesi Rovati e Fumagalli.