Coronavirus
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Milano, 1 aprile 2020 - «I pazienti dimessi dagli ospedali verranno monitorati costantemente, è una tappa fondamentale nella nostra battaglia". L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, guarda ai dati che vedono una crescita costante delle persone che escono dagli ospedali dopo aver affrontato la dura lotta contro il coronavirus. Solo ieri si sono registrate, su tutto il territorio regionale, 548 dimissioni. Un esercito composto da 10.885 uomini e donne che hanno contratto il contagio e sono in condizioni tali da poter proseguire la convalescenza fuori dagli ospedali, in isolamento. "I dati – spiega – sono la conferma di una speranza che diventa qualcosa di più, anche se non dobbiamo abbassare la guardia".

Assessore Gallera, come state affrontando il monitoraggio?
"È un tema sul quale poniamo la massima attenzione. Abbiamo approvato in Giunta la delibera sulle degenze di sorveglianza, come l’hotel Michelangelo di Milano, dove attiveremo circa tremila posti letto per ospitare anche le persone dimesse dagli ospedali ma non ancora negativizzate. A Bergamo, ad esempio, abbiamo già collocato circa 80 persone".

Chi è in condizioni tali da poter tornare subito a casa, invece, come viene controllato?
"Per quello ci sono i medici di medicina generale, che sono fondamentali “sentinelle“ sul territorio, anche nelle zone più periferiche della nostra regione. È importante, però, che le persone rispettino le indicazioni, per evitare ricadute. Facciamo appello al senso di responsabilità. Poi ci sono le Unità speciali di guardia medica Covid che i medici di base possono mandare a casa dei loro pazienti con sintomi sospetti e il rischio di contagiare i propri familiari o di aggravarsi".

Che indicazioni vi arrivano dagli ultimi dati sui contagi?
"I dati ci dicono che stiamo vincendo, ma non ci vuole niente per fare un passo indietro e dover ricominciare tutto da capo. Sono dati positivi, la curva si è stabilizzata ma non bisogna abbassare la guardia e le persone devono continuare a tenere un comportamento corretto".

Intanto continuano i contagi e anche i decessi nelle Rsa, le residenze sanitarie per anziani. Servono più tamponi per gli operatori?
"I tamponi vengono già fatti, come in tutte le strutture sanitarie, per chi ha la febbre superiore a 37.5 gradi. Vengono fatti anche sugli operatori che rientrano al lavoro dopo un periodo di malattia. Di più non si può fare".