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26 lug 2022

Cislago Benedetto Conti suicidio. Dopo la morte le minacce degli usurai alla moglie

L'inchiesta: l'imprenditore si uccise gettandosi con l'auto contro un tir per lasciare alla donna i soldi dell'assicurazione. Ma le richieste di soldi non si esaurirono

26 lug 2022
nicola palma
Cronaca
carabinieri
La donna si è rivolta in due occasioni ai carabinieri (Archivio)
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La donna si è rivolta in due occasioni ai carabinieri (Archivio)

CISLAGO (Varese) - "Trascorsi alcuni giorni dalla morte di Benny, forse anche un mese, venne a casa mia Michele Garzo. Mi disse che lui voleva bene a me e a mio marito e che comunque noi gli dovevamo dei soldi che lui voleva indietro". A parlare è la moglie di Benedetto Conti, che ricostruisce con i carabinieri l’inizio di un’escalation di intimidazioni che la costringerà a consegnare più di 66mila euro in tre anni a Michele Garzo e al padre Pietro Santo, arrestato nel 2009 nell’operazione anti ’ndrangheta Artemisia sulla cosca Gioffrè e condannato a 7 anni di reclusione per associazione mafiosa. Il suo "Benny" è morto qualche settimana prima, il 31 maggio 2011, in un tragico incidente stradale di cui ora, a undici anni dai fatti, la Dda di Milano potrebbe riscrivere la storia: gli inquirenti sospettano che il quarantacinquenne titolare di una concessionaria d’auto nel Varesotto lanciò volontariamente la sua Punto contro il tir che stava arrivando sulla carreggiata opposta, nello stesso giorno in cui sottoscrisse una polizza vita che in caso di infortunio letale avrebbe garantito alla compagna e alla figlia all’epoca minorenne un premio da mezzo milione di euro. Suicida per disperazione? Un modo, sempre stando alle indagini dei militari, per liberarsi dalla morsa degli uomini legati ai clan (che si stavano inesorabilmente impossessando della sua attività) e mettere al sicuro la sua famiglia. In realtà, l’estremo sacrificio dell’uomo, stritolato dalla pressione di chi si era finto amico solo per renderlo debitore in eterno, sortì solo in parte l’effetto sperato. Subito dopo la sua scomparsa, infatti, i Garzo cominciano a perseguitare la moglie. Che cede per la prima volta alle minacce nell’ottobre 2011, quando consegna a Garzo senior due assegni post-datati da 5.500 euro ciascuno e 10mila euro in contanti. La prima tranche non basta a placare ...

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