Il Carnevale Ambrosiano
Il Carnevale Ambrosiano

Milano, 9 febbraio 2021 - E' partito il conto alla rovescia verso il Carnevale, anche se quest'anno i festeggiamenti in piazza non ci saranno a causa del Coronavirus.  Ma se in Italia si fa riferimento al rito romano (l'11 febbraio sarà giovedì grasso, il 16 febbraio martedì grasso e mercoledì 17 febbraio, mercoledì delle Ceneri), in Lombardia qualcuno celebra la festività nei giorni immediatamente successivi (sabato 21 febbraio), seguendo il rito ambrosiano. Ecco qualche curiosità.

Carnevale 2021: date ed eventi in Lombardia

Vescovo AmbrogioIl rito ambrosiano: storia e leggenda

Perché a Milano esiste un Carnevale diverso dagli altri? Semplice, perché a Milano non si osserva il rito romano, il rito liturgico maggiormente diffuso nel mondo cristiano, ma il rito ambrosiano, secondo cui, l’inizio della Quaresima non parte dal Mercoledì delle Ceneri ma dalla domenica immediatamente successiva, e di conseguenza l’ultimo giorno di Carnevale è il sabato. Dal nome è chiaro che nella faccenda c’entra il buon Sant’Ambrogio, vescovo e patrono di Milano. La tradizione vuole infatti che sia stato proprio Sant’Aembrous, impegnato in un pellegrinaggio lontano dalla città, a chiedere alla popolazione di posticipare di quattro giorni la fine del Carnevale, spostandola dal martedì al sabato, per dargli il tempo necessario di tornare (presumo a cavallo) e dare così inizio ai riti liturgici della Quaresima. E da allora si è sempre fatto così. La realtà è ovviamente diversa e decisamente meno suggestiva: originariamente tutti i riti, non solo quello ambrosiano, prevedevano l’inizio della Quaresima di domenica, fino a che il rito romano, che sarebbe poi diventato il predominante, ha anticipato l’inizio della Quaresima al mercoledì per avere 40 giorni esatti di digiuno, con esclusione delle domeniche durante le quali si poteva non digiunare. Non sono quindi i milanesi ad aver allungato il Carnevale, sono gli altri ad averlo accorciato.

Dove si celebra il rito ambrosiano?

L’unico Carnevale che termina al sabato e non al martedì è quello milanese? No, perché il rito ambrosiano viene osservato non solo nel capoluogo ma nella maggior parte dei comuni che fanno parte dell’arcidiocesi di Milano (che copre le province di Milano, Monza, Lecco, Varese e in parte Como) e in alcune zone che un tempo ne facevano parte (per esempio nel bergamasco). Perciò anche in questi luoghi il Carnevale finisce il sabato successivo al tradizionale martedì grassoSono per esempio famosi il Carnevalone (chiamato così appunto perché dura quattro giorni in più) di Lecco e i carnevali di Melzo, Vimercate, Varese, Desio e altri ancora.

I Borromeo contro il Carnevale ambrosiano

Sia Carlo che Federico Borromeo, storici arcivescovi di Milano, tentarono a più riprese di reprimere il Carnevale Ambrosiano, a causa delle aggressioni, dei furti e di altri tipi di eccessi che si verificavano durante i festeggiamenti, ma con scarsi risultati. Una volta che Carlo Borromeo (diventato poi santo) provò a vietare del tutto i bagordi, i cittadini milanesi si appellarono direttamente al Papa, costringendo l’arcivescovo a scendere a più miti consigli.

Meneghino a Palazzo MarinoMeneghino e la sua Cecca

La maschera milanese per eccellenza (portata alla ribalta nel Seicento dal commediografo milanese Carlo Maria Maggi) è il "Meneghin", diminutivo del nome Domenico, affiancato dall'immancabile Cecca. Quali sono le sue caratteristiche? Il tipico cappello a tre punte, i calzoni verdi e le calze a righe rosse e bianche. Meneghino si presenta sui palcoscenici come servo devoto e ligio agli ordini del padrone ma anche desideroso di conservare la propria libertà e intollerante ad ogni sopruso. Una perfetta incarnazione dello spirito milanese per la sua sincerità e laboriosità. Meneghino fa parte della storia di Milano: ad esempio a metà dell’Ottocento è diventato anche simbolo dell’animo patriottico milanese contro la dominazione asburgica.

Chiacchiere al fornoChiacchiere e tortelli

A Milano Carnevale fa rima con "Chiacchiere". Questo super dolce con un impasto di farina, viene fritto e spolverato di zucchero a velo ed è la prelibatezza simbolo della festività. Ormai disponibile in numerose varianti (compresa quella "light" al forno).  Ma ci sono anche i tortelli milanesi (“farsòe”), dolcetti a forma di pallina che vengono preparati con lo stesso impasto delle chiacchiere, fritti nell’olio bollente e farciti con crema pasticcera, crema chantilly o al cioccolato, e la loro variante “làciàditt“, fritti alla stessa maniera ma arricchiti nell’impasto da mela a cubetti o, in alternativa, da una savoret.