Elisa Serafini
Elisa Serafini

"In un video lei fa iniezioni di ormoni ai bambini per farli diventare gay". Questa è l'accusa che Elisa Serafini, attivista genovese, si è sentita muovere durante la campagna elettorale per le Amministrative di quattro anni fa. Una teoria imbarazzante, campata per aria e non degna di un Paese civile del secondo millennio. Una teoria assurda, "Fantasy" come l'ha definita Fedez sul palco del concerto del Primo maggio, che è stata sbandierata persino in mezzo alla strada. 

Era il 2017. All'epoca il termine "omofobia" non era sulla bocca di tutti e la parola "transfobia", di cui si parla anche nel ddl Zan, non esisteva neanche. Perlomeno, non era di certo così nazional-popolare come oggi. "Ero candidata alle Amministrative a Genova in una lista civica - ricorda Elisa Serafini -, ero al point elettorale del mio gruppo quando mi si è avvicinata un'altra candidata dicendo che in rete girava un video nel quale io inoculavo ad alcuni bambini un siero a base ormonale per fare in modo che diventassero gay". Già, come "La Terra è piatta", "Esistono le sirene ovvero metà organismi metà donna e metà pesce" e "Bill Gates ci ha fatto installare un microchip sottopelle per controllare l'umanità con il 5G", verrebbe da dire. "Molti non ci hanno creduto, ma ci sono state anche tante persone che hanno preso per vera questa storia - racconta la ex consigliera comunale -. C'era persino chi diceva "Io non ci credo, ma sicuramente qualcosa sotto ci sarà" solo perché da sempre mi occupo di diritti civili".  La candidata che aveva sostenuto l'esistenza del video delle "iniezioni per far diventare gay i bambini" era stata imbeccata da quella Giuliana Livigni che è stata citata da Fedez sul palco del Concertone del Primo maggio. Il rapper ha commentato come "Fantasy" la teoria della defunta leghista Livigni, ma purtroppo questi vaneggiamenti hanno avuto ripercussioni molto reali. "Sono stata malissimo - commenta Elisa Serafini -, anche perché una volta eletta in Consiglio persino il cardinal Angelo Bagnasco ha telefonato al sindaco di Genova chiedendo che non mi fosse dato un assessorato".

Boicottata e diffamata, Elisa Serafini ha quindi presentato querela nei confronti di chi le stava rovinando la vita. Anche perché non solo la teoria sulle iniezioni era alquanto grottesca, ma non c'era neppure alcun video in cui l'attivista parlava di iniezioni o bambini. Di vero c'è sempre stato solo il grande impegno di Elisa Serafini nelle associazioni per i diritti civili e contro ogni tipo di discriminazione. "Il giudice ha convocato le parti chiedendo di arrivare a una conciliazione - racconta - e in effetti a me non andava di proseguire con un processo". Quindi la leghista è stata costretta a risarcire l'attivista. La quale a sua volta ha devoluto tutta la somma all'Arcigay. Un anno dopo questo gravissimo episodio di diffamazione, però, Elisa Serafini ha lasciato la Giunta genovese. "Questo è stato uno dei motivi che mi ha convinta a prendere quella decisione". La sua esperienza, con tanto di nomi e cognomi, è documentata nel libro "Fuori dal Comune".