L’impianto di gas attivo a Cornegliano Laudense, nel Lodigiano
L’impianto di gas attivo a Cornegliano Laudense, nel Lodigiano

Crema (Cremona) - Allarme perdite di gas nell’atmosfera. In particolare metano. Dai sei siti di stoccaggio presenti nel raggio di pochi chilometri e che rischiano di trasformare in una camera a gas una fetta di Cremasco, oltre che i paesi del Cremonese, del Lodigiano e del Milanese. L’allarme è stato lanciato da Marco Degli Angeli, consigliere cremasco grillino che siede nel consiglio della regione Lombardia. "La Lombardia sta soffocando. È necessario impegnarsi immediatamente per trovare il modo di controllare e ridurre le emissioni di metano, un gas climalterante, 80 volte più potente della Co2. Lo sostiene una organizzazione non governativa americana, la Clean Air Task Force che ha usato telecamere a raggi infrarossi scoprendo pesanti fuoriuscite dagli impianti di petrolio e gas in tutta Europa, compresi quelli lombardi". 

In Lombardia ci sono sei impianti di gas attivi: sono tre in provincia di Cremona (Sergnano, Ripalta Cremasca, Bordolano), due in provincia di Milano (Brugherio e Settala), uno nel Lodigiano a Cornegliano Laudense. "È da inizio legislatura – spiega Degli Angeli – che sollecitiamo l’assessorato regionale a intraprendere azioni di tutela e a salvaguardia del benessere ambientale". Degli Angeli nel 2018 ha depositato un ordine del giorno, approvato poi dalla Giunta, con l’obiettivo di promuovere il monitoraggio ambientale. Il 20 novembre scorso ha depositato un’interrogazione per chiedere almeno una risposta. Secondo Degli Angeli la Lombardia è un vero e proprio hub del gas con massicce perdite di metano che sono documentate. Secondo i calcoli ci sono perdite fisiologiche di circa l’uno per mille del gas movimentato. Numeri alla mano, si tratta di milioni di metri cubi. "Non è certo un caso – sottolinea il grillino – che le attività di stoccaggio di gas siano considerate a rischio di incidente rilevante e sottostanno alla cosiddetta normativa Seveso. Il metano ha un effetto serra che è 80 volte più potente dell’anidride carbonica ed è responsabile di almeno il 25% del surriscaldamento globale". Il consigliere promette battaglia: "Considerando come l’impatto del metano sia devastante per la salute dei cittadini e dell’ambiente e considerando le risposte e le azioni poco convincenti messe in campo finora, riporterò la questione in consiglio regionale. Non demordo fino a che non otterrò risposte convincenti".