
Incendio alla sede dell'Arci a Crema: danni al soffitto e alle finestre
"La sede è inagibile. Dovrà venire un ingegnere a verificare quale sia l’entità dei danni provocati dall’incendio di venerdì sera". È il verdetto dei vigili del fuoco al termine del lavoro di spegnimento e messa in sicurezza dello stabile di via IX Febbraio, a San Bernardino, sede dell’Arci, andato a fuoco l’altra sera intorno alle 21.30. Il rogo ha causato danni al soffitto, alle finestre e alle porte dell’appartamento del primo piano sede dei Pantelù – associazione di volontariato cremasca – e i pompieri, per debellarlo, sono dovuti entrare dalle finestre perché le scale erano invase dal fuoco. L’incendio, scaturito con ogni probabilità da un corto circuito, ha subito avvampato la sede, dove c’era parecchio materiale infiammabile, libri, giocattoli in plastica e pacchi regalo.
Ad accorgersi del fuoco, padre e figlio di 68 e 40 anni che hanno cercato di fermare l’incendio con gli estintori in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco. I due sono rimasti leggermente intossicati dal fumo e quindi portati al Pronto soccorso dell’ospedale di Crema in ambulanza, dove sono stati visitati e poi dimessi. Intanto in via IX Febbraio il lavoro dei vigili del fuoco di Crema, supportati dai colleghi di Lodi, arrivati pochi minuti dopo con un’autoscala, è andato avanti fino a mezzanotte. Quindi la chiusura della sede e il rinvio all’esame di un tecnico per conoscere l’entità del danno provocato dal fuoco.
Il circolo Arci, sede dei Pantelù, è assicurato. Ieri nessuno è potuto entrare ma, vista l’entità del danno, i Pantelù hanno chiesto una mano, loro che per anni hanno aiutato tutti. Quindi è stato aperto un conto corrente dove versare offerte per la rinascita della sede.