Casteldidone CR Villa Mina della Scala ed i suoi fantasmi

Casteldidone, 10 luglio 2016 - Il fantasma della campana era lì. E’ questa la conclusione a cui sono giunti i ghostbuster bresciani del gruppo Hesperya. Il gruppo, che si occupa di ricerche su fenomeni paranormali, il 23 gennaio scorso ha svolto SUSPENSE Il fantasma del Castello Mina della Scala, qualcuno dice della contessina Schizzi, secondo la tradizione appare solo alle discendenti femmine e si annuncia con il suono di una campana. «Nel resoconto dell’indagine sul sito di Hesperya c’è anche il frame in cui si vede» spiegano i ghostbuster. Il video è confermato anche da passaggi audio. Ogni indagine del gruppo è svolta con videocamere a infrarossi e registratori ad hoc»un’indagine al Castello Mina della Scala di Casteldidone dove, secondo una leggenda, la prima notte del plenilunio di gennaio compare il fantasma di una donna, che scende la scala e suona la campana. «Abbiamo riesaminato l’enorme mole di materiale raccolto e abbiamo avuto diverse testimonianze» commenta Luca Maggini.

Ogni indagine del gruppo è svolta con macchine e videocamere a infrarossi, insieme a particolari registratori. Ebbene alle 0.16 della notte del 23 gennaio il fantasma sembra essere davvero comparso: «Si è trattato di un’ombra, una specie di increspatura, come se fosse acqua. Non poteva essere una nostra ombra. Abbiamo riportato nel reseconto dell’indagine sul nostro sito anche il frame in cui si vede» continua Maggini.

Il fantasma del Castello Mina della Scala, qualcuno dice della contessina Schizzi, secondo la tradizione appare solo alle discendenti femmine: si annuncia con il suono di una campana, ha una luce fluorescente e scende la scaletta che porta alla torretta della cappella, un tempo pare utilizzata come lazzaretto. L’ultima ad averlo incontrato è stata la contessa Anna Maria Douglas Scotti di Fombio, scomparsa tre anni fa che, come ella stessa ammise, era piuttosto scettica a credere a quella leggenda che le avevano raccontato la mamma e la nonna. Il video, una prova rara da trovare, è confermato anche da passaggi audio. «Altre prove interessanti sono state registrate in zona scalone, dove è stata avvistata la presenza della leggenda. Anche qui si sono svolte numerose sessioni Evp e molte sono le anomalie rilevate. Alla richiesta di Maggini di poter dare un segno della presenza, sotto la sua voce si sente un fischio deciso, non udito dai presenti in quel momento e non riconducibile a nessun rumore interno o esterno alla villa» si legge nel resoconto dell’indagine pubblicato dal gruppo.

Ma chi è il fantasma? I ghostbusters bresciani lo hanno chiesto direttamente. E poi Luca cerca un’interazione: «Puoi dire il tuo nome? Allora si sente chiara la sillaba «No».

SUSPENSE Il fantasma del Castello Mina della Scala, qualcuno dice della contessina Schizzi, secondo la tradizione appare solo alle discendenti femmine e si annuncia con il suono di una campana. «Nel resoconto dell’indagine sul sito di Hesperya c’è anche il frame in cui si vede» spiegano i ghostbuster. Il video è confermato anche da passaggi audio. Ogni indagine del gruppo è svolta con videocamere a infrarossi e registratori ad hoc»Come detto qualcuno dice che il fantasma potrebbe essere quello di una contessina Schizzi, morta forse di peste, certo una delle discendenti del casato a cui si deve la costruzione della Villa nell’anno 1596. La struttura attuale si deve all’ampliamento del 1735, ma le decorazioni degli interni sono tutte del ‘700. Tra queste sono degne di nota le rappresentazioni delle virtù care alla Casa Schizzi: la Prudenza, la Giustizia, la Temperanza e la Fortezza. Il gruppo Hesperya in autunno sarà di nuovo in provincia di Cremona, a Torre de’ Picenardi dove si trovano vari castelli: «Ci hanno segnalato delle anomalie, dei fatti interessanti, attendiamo i permessi per svolgere la nostra indagine» spiega Maggini. Sempre in questa zona il gruppo Hesperya ha svolto anche una preziosa indagine all’interno di Villa Medici del Vascello di San Giovanni in Croce, dove ha vissuto per un periodo Cecilia Gallerani, immortalata da Leonardo nel celebre quadro «La dama con l’ermellino».